Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
il giornale
speciale nr 15 del 24 Novembre 2002
il sito

In scala di grigi, 256 tonalità. Troppo poche per questa fanzine.
La copertina, solo per questa partita, è incolore per mano altrui.
Purtroppo il nostro arcobaleno è stato portato via nel cuore della notte.
Torneremo, più forti e colorati che mai.

La legge del contrappasso

Il re morì un giorno di Settembre. Il cielo era terso sul suo immenso castello e i corvi planavano nervosamente sui grigi torrioni. Un capannello di dottori e sapienti d’ogni genere assediava il letto dalla spalliera ornata di pietre preziose nella quale il nobile viso sembrava incorniciato. Ognuno cercava di rendersi utile e le serve andavano e venivano portando ora un infuso d’erbe, ora pezze pulite per il refrigerio. L’angelo della morte seduto sull’armadio, aspettava il suo momento. Poco prima che il re spirasse, la finestra più grande forzata dal vento, s’aprì.
– Ho paura disse il re - con una voce che non era più la sua. E morì.
La finestra fu chiusa subito dopo, ma a quel punto l’angelo della morte n’era già uscito portando con sé l’anima del sovrano. Come tutti sanno gli angeli sono invisibili e non possono comunicare con i vivi, ma con i morti si, anzi è loro compito proprio guidare e sostenere le anime. Allora, l’angelo della morte quando vide che l’anima del re piangeva disse – Oh mio sovrano perché piangi?-
Ho paura – rispose il re – tanta paura –
Perché mai?- disse l’angelo – non sei stato giusto? Se sei stato giusto non hai nulla da temere –
Si lo sono stato disse il re!- poi un brivido lo percorse da capo a piedi. Si stava chiedendo se davvero fosse stato giusto. Ahimè! sapeva di non esserlo stato. L’angelo che poteva leggere nel pensiero delle anime (lo sanno tutti), sorrise con un filo d’amarezza e rimase in silenzio per il resto del viaggio.
Quando furono di fronte alla casa del Signore, l’anima del re vide che centinaia di migliaia di altre anime erano accalcate in attesa del giudizio divino: anime di contadini, di fabbri e di giullari e poté riconoscere anche le anime di alcuni suoi nemici che aveva fatto imprigionare e uccidere qualche giorno prima della sua morte. La paura ormai l’aveva rimbambito. L’angelo della morte lo condusse di fronte al Signore e il re si disse che avrebbe accettato qualsiasi cosa pur d’evitare l’inferno. L’angelo, che sapeva bene che l’inferno era una stupida invenzione degli uomini, rise. E rise pure il Signore. Rise e si rivolse al re – ma è possibile che mi fate tanto stupido da inventarmi una cosa inutile come l’inferno, siete voi uomini che avete idee così assurde non io. Voi avete inventato le carceri pensando così di fare una cosa utile a voi stessi e siete voi re che rinchiudete e fate uccidere non io.
La voce del Signore si fece cupa e piena di dolore.- tu sei stato re, ed hai abusato del tuo potere rinchiudendo e vessando, uccidendo e torturando anche chi semplicemente criticava il tuo potere. Adesso la tua anima si reincarnerà mille volte e sarai un cristiano al tempo di Diocleziano, un buddista al tempo di Glang Dar-Ma, una strega al tempo dell’inquisizione e poi sarai un patriota all’epoca della rivoluzione francese e un partigiano ai tempi di mussolini. Forse poi avrai espiato, e avrai la mia assoluzione, anzi no. Poi sarai un no-global in pieno capitalismo all’inizio del terzo millennio. E nel corso di tutti questi secoli, sempre, dico sempre, dovrai subire vessazioni e prepotenze. Sarai rinchiuso e oppresso ogni volta, perché ci sarà sempre un re o qualcun altro al suo posto che abuserà del suo potere per mantenere lo stato delle cose e il privilegio dei pochi. Ma tu farai di tutto perché le tue idee siano conosciute e si diffondano e perché i valori di equità e giustizia in cui credi vincano. Più ti rinchiuderanno, più il tuo grido si leverà alto a sostegno dei deboli, dei poveri e degli oppressi. Credevi di cavartela con la dannazione eterna, reuccio da quattro soldi?-
Dopo molti secoli il re si ritrovò nella cella d’una prigione di massima sicurezza perché stava manifestando a favore di non so quale diritto e qualcuno l’aveva fatto arrestare. Era in regime d’isolamento e non poteva vedere anima viva, né parlare con qualcuno che non fosse la guardia carceriera. Ripensò a quel giorno che fu davanti al Padreterno e a quelle parole. Era stanco adesso e capiva quanto fosse importante battersi per costruire un mondo più giusto e quanto fossero piccoli e meschini gli uomini che si avvalevano della repressione per impedire la conquista dei diritti universali. Pensò che forse però era arrivato il momento di ricevere una meritata pace, aveva espiato abbastanza. Appena fece questo pensiero un alito di vento attraversò le sbarre della finestrella e l’angelo della morte s’appese al soffitto come un pipistrello. L’anima del re conosceva quel venticello... e capì che evidentemente aveva espiato la sua colpa ed era pronto per riposare in pace nel mondo dei morti, però una sensazione di malinconia lo pervase, perché pensò che c’erano ancora mille battaglie giuste da combattere. In quello stesso istante l’angelo della morte prese le sembianze d’una farfalla e volò via al di là delle sbarre. Non era ancora giunto il momento di quell’uomo, aveva ancora energia in corpo per costruire un mondo migliore e l’avrebbe usata; in nome dei diritti inalienabili dell’uomo e contro qualsiasi uomo piccolo e meschino che dietro il paravento del potere opprimeva e vessava...

silviostellato@yahoo.it

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