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In
scala di grigi, 256 tonalità. Troppo poche per questa fanzine.
La copertina, solo per questa partita, è incolore per mano
altrui.
Purtroppo il nostro arcobaleno è stato portato via nel cuore
della notte.
Torneremo, più forti e colorati che mai.
La
legge del contrappasso
Il
re morì un giorno di Settembre. Il cielo era terso sul suo
immenso castello e i corvi planavano nervosamente sui grigi torrioni.
Un capannello di dottori e sapienti dogni genere assediava
il letto dalla spalliera ornata di pietre preziose nella quale il
nobile viso sembrava incorniciato. Ognuno cercava di rendersi utile
e le serve andavano e venivano portando ora un infuso derbe,
ora pezze pulite per il refrigerio. Langelo della morte seduto
sullarmadio, aspettava il suo momento. Poco prima che il re
spirasse, la finestra più grande forzata dal vento, saprì.
Ho paura disse il re - con una voce che non era più
la sua. E morì.
La finestra fu chiusa subito dopo, ma a quel punto langelo
della morte nera già uscito portando con sé
lanima del sovrano. Come tutti sanno gli angeli sono invisibili
e non possono comunicare con i vivi, ma con i morti si, anzi è
loro compito proprio guidare e sostenere le anime. Allora, langelo
della morte quando vide che lanima del re piangeva disse
Oh mio sovrano perché piangi?-
Ho paura rispose il re tanta paura
Perché mai?- disse langelo non sei stato giusto?
Se sei stato giusto non hai nulla da temere
Si lo sono stato disse il re!- poi un brivido lo percorse da capo
a piedi. Si stava chiedendo se davvero fosse stato giusto. Ahimè!
sapeva di non esserlo stato. Langelo che poteva leggere nel
pensiero delle anime (lo sanno tutti), sorrise con un filo damarezza
e rimase in silenzio per il resto del viaggio.
Quando furono di fronte alla casa del Signore, lanima del
re vide che centinaia di migliaia di altre anime erano accalcate
in attesa del giudizio divino: anime di contadini, di fabbri e di
giullari e poté riconoscere anche le anime di alcuni suoi
nemici che aveva fatto imprigionare e uccidere qualche giorno prima
della sua morte. La paura ormai laveva rimbambito. Langelo
della morte lo condusse di fronte al Signore e il re si disse che
avrebbe accettato qualsiasi cosa pur devitare linferno.
Langelo, che sapeva bene che linferno era una stupida
invenzione degli uomini, rise. E rise pure il Signore. Rise e si
rivolse al re ma è possibile che mi fate tanto stupido
da inventarmi una cosa inutile come linferno, siete voi uomini
che avete idee così assurde non io. Voi avete inventato le
carceri pensando così di fare una cosa utile a voi stessi
e siete voi re che rinchiudete e fate uccidere non io.
La voce del Signore si fece cupa e piena di dolore.- tu sei stato
re, ed hai abusato del tuo potere rinchiudendo e vessando, uccidendo
e torturando anche chi semplicemente criticava il tuo potere. Adesso
la tua anima si reincarnerà mille volte e sarai un cristiano
al tempo di Diocleziano, un buddista al tempo di Glang Dar-Ma, una
strega al tempo dellinquisizione e poi sarai un patriota allepoca
della rivoluzione francese e un partigiano ai tempi di mussolini.
Forse poi avrai espiato, e avrai la mia assoluzione, anzi no. Poi
sarai un no-global in pieno capitalismo allinizio del terzo
millennio. E nel corso di tutti questi secoli, sempre, dico sempre,
dovrai subire vessazioni e prepotenze. Sarai rinchiuso e oppresso
ogni volta, perché ci sarà sempre un re o qualcun
altro al suo posto che abuserà del suo potere per mantenere
lo stato delle cose e il privilegio dei pochi. Ma tu farai di tutto
perché le tue idee siano conosciute e si diffondano e perché
i valori di equità e giustizia in cui credi vincano. Più
ti rinchiuderanno, più il tuo grido si leverà alto
a sostegno dei deboli, dei poveri e degli oppressi. Credevi di cavartela
con la dannazione eterna, reuccio da quattro soldi?-
Dopo molti secoli il re si ritrovò nella cella duna
prigione di massima sicurezza perché stava manifestando a
favore di non so quale diritto e qualcuno laveva fatto arrestare.
Era in regime disolamento e non poteva vedere anima viva,
né parlare con qualcuno che non fosse la guardia carceriera.
Ripensò a quel giorno che fu davanti al Padreterno e a quelle
parole. Era stanco adesso e capiva quanto fosse importante battersi
per costruire un mondo più giusto e quanto fossero piccoli
e meschini gli uomini che si avvalevano della repressione per impedire
la conquista dei diritti universali. Pensò che forse però
era arrivato il momento di ricevere una meritata pace, aveva espiato
abbastanza. Appena fece questo pensiero un alito di vento attraversò
le sbarre della finestrella e langelo della morte sappese
al soffitto come un pipistrello. Lanima del re conosceva quel
venticello... e capì che evidentemente aveva espiato la sua
colpa ed era pronto per riposare in pace nel mondo dei morti, però
una sensazione di malinconia lo pervase, perché pensò
che cerano ancora mille battaglie giuste da combattere. In
quello stesso istante langelo della morte prese le sembianze
duna farfalla e volò via al di là delle sbarre.
Non era ancora giunto il momento di quelluomo, aveva ancora
energia in corpo per costruire un mondo migliore e lavrebbe
usata; in nome dei diritti inalienabili delluomo e contro
qualsiasi uomo piccolo e meschino che dietro il paravento del potere
opprimeva e vessava...
silviostellato@yahoo.it
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