Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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speciale nr 15 del 24 Novembre 2002
il sito

In scala di grigi, 256 tonalità. Troppo poche per questa fanzine.
La copertina, solo per questa partita, è incolore per mano altrui.
Purtroppo il nostro arcobaleno è stato portato via nel cuore della notte.
Torneremo, più forti e colorati che mai.

Una festa rovinata

Doveva essere una giornata di festa, non lo è stata. Ma era cosa nota che non lo sarebbe stata. Finalmente rivedevamo i fratelli di Ancona, dopo l’appuntamento di quest’estate a Montecchio; addirittura domenica scorsa il Collettivo avrebbe festeggiato i 15 anni di attività del gruppo; c’erano insomma tutti i presupposti per trascorrere insieme una bella giornata.
I fatti di giovedì notte che hanno lasciato sgomenta un’intera città, o meglio un’intera moltitudine di persone, hanno inesorabilmente segnato anche la trasferta di Ancona.
Già durante le primissime ore successive al bliz dei R.O.S., man mano che cominciava a filtrare qualche notizia, è stato un susseguirsi di telefonate con gli amici di Ancona per sapere e per capire cosa stesse accadendo.
Come quasi tutti i ragazzi che vivono in questa città, anche i nostri amici oggi rinchiusi in carcere, sono passati per i gradoni della nostra curva: qualcuno, come Michele, una quindicina di anni fa; qualcun altro come Annetta, Gianfranco o Claudio, su quei gradoni ci sono cresciuti ed è innegabile che le pagine del libro della storia di questa curva, siano state e continueranno ad essere scritte anche con il loro prezioso contributo.
I fratelli di Ancona tutto questo lo sanno bene, perché loro Claudio e gli altri hanno avuto modo di conoscerli davvero. Gianfranco poi, da quelle parti lo conoscono pure i muri.
A dire la verità, sabato sera, voglia di salire ad Ancona, ce n’era davvero ben poca. Sugli spalti del Conero, senza Claudio e gli altri, non riuscivo proprio a vadermici, figuriamoci a saperli rinchiusi in quel mostro che è il carcere di Trani. Abbiamo deciso di partire ugualmente e lo abbiamo fatto perché nessuno mi toglie dalla testa l’idea che quegli arresti mirano proprio a questo: è scomodo che a Cosenza ci sia una collettività libera, impegnata nel sociale, capace di animare le piazze, le strade, gli spazi di questa città; com’è altrettanto scomoda la presenza ogni domenica di una comunità pensante in curva al S. Vito. La città, invece di cadere nello sgomento e nella paura, ha alzato la testa, ha reagito. Era necessario che anche la curva lo facesse e così è stato.
La cronaca poi, racconta di un’accoglienza splendida da parte dei ragazzi del Collettivo: pizze e vino per tutti, solidarietà diretta per quanto accaduto, lo stesso striscione portato da noi- NESSUNO MAI POTRA’ IMPRIGIONARE LE NOSTRE IDEE- esposto nella loro curva e “misteriosamente” scomparso dopo i controlli della questura effettuati prima dell’apertura dei cancelli. È solo grazie a loro inoltre, che siamo riusciti a mostrare il nostro striscione a tutta Italia: si sono esposti infatti in prima persona con la digos di Ancona esimulando il giro di campo con le bandiere delle due tifoserie siamo riusciti a mostrarlo sul terreno di gioco. La prevista coreografia infine, per i 15 anni del Collettivo è stata rinviata, in segno di solidarietà con i nostri amici reclusi.
Per concludere, una notizia triste, l’ennesima: il sabato notte nella stazione di Sibari due nostri amici sono stati malmenati dai carabinieri del comando locale perché sorpresi a fumare mariuana. Fatto ancora più grave, quello verificatosi domenica notte a roma Termini: uno dei ragazzi che tornava da Ancona in treno è stato fermato dalla polizia, pestato a tal punto da essere dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso e per giunta denunciato. Dopo aver rinvenuto nelle sue tasche la fanzine del Collettivo in cui si parlava anche degli arresti, hanno minacciato di portarlo a Trani canticchiando “faccetta nera”. Non ci meravigliamo più di nulla ma se questo nostro amico decidesse di sporgere denuncia è nostro dovere morale sostenerlo fino in fondo. Guai a cedere anche solo di una virgola, guai a lasciarsi prendere dalla paura, guai a rinunciare a quelle idee che da una piazza o da una curva urliamo al mondo intero.
Durante questo fine settimana, molti ragazzi del Collettivo scenderanno a Cosenza per le iniziative di venerdì e sabato. Qualcuno lo farà persino rinunciando al derby con l’Ascoli: senza retorica e con un nodo in gola dico loro semplicemente grazie.

Gatto

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