Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
il giornale
speciale nr 15 del 24 Novembre 2002
il sito

In scala di grigi, 256 tonalità. Troppo poche per questa fanzine.
La copertina, solo per questa partita, è incolore per mano altrui.
Purtroppo il nostro arcobaleno è stato portato via nel cuore della notte.
Torneremo, più forti e colorati che mai.

Laddove c’è oppressione lì nascono i ribelli

La Calabria è considerata terra di sovversivi e Cosenza ne diventa il fulcro grazie agli strumenti culturali che fornisce l’università. Il braccio dell’inquisizione ritorna, teoremi oligarchici si ripropongono in nome della “Ragion di Stato”, nella città che ospitò il pensiero “sovversivo” di Tommaso Campanella e Bernardino Telesio.
La mia mente ritorna alle urla dei contadini di Torre Melissa che occupavano le terre dei “Signori” e in cambio ricevevano la visita dei fucili della polizia, il sangue versato si mescola con la terra che lo ha generato, e a sua volta genera Ribelli. I Carri armati con il Generale circondano l’università perché fucine meridionali di ribelli. Senza ricordi non si possono avere desideri.
Il sud ribelle non è un costrutto sovversivo né esistente, ma ricalcitra le connotazioni negative ed esterne al sud. Il sud deve essere pensato dal sud, fino a quando l’etichetta Ribelle resiste è perché le emergenze sociali sgorgano e si proiettano nel vissuto quotidiano.
Smascherare le angherie che soffocano il Sud -sud del mondo-, nasce dall’esigenza di esserci nel mondo, di essere propositivi e liberi da pregiudizi, questa è la motivazione che ha imprigionato venti uomini Liberi.
Claudio ne ha fatto la sua scelta di vita, prediligendo la scuola, fondamento della società. Insegnare in una scuola del sud non è facile e pochi vi riescono…
La speranza è che vi sia un accenno di sorriso in ogni moto di orrore, e la nostra allegria vi seppellirà.

Campo dei fiori

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