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In
scala di grigi, 256 tonalità. Troppo poche per questa fanzine.
La copertina, solo per questa partita, è incolore per mano
altrui.
Purtroppo il nostro arcobaleno è stato portato via nel cuore
della notte.
Torneremo, più forti e colorati che mai.
Liberi
tutti
Sono
ormai undici anni che le strade arancioverdi e quelle rossoblu si
incrociano, che mani veneziane e cosentine si stringono.
Undici anni di partite, di lunghe trasferte da un capo allaltro
dello stivale, di contatti telefonici, di idee che si contaminano,
parlando di sport e di politica.
Come animali sociali ci siamo annusati e rispettati, un legame che
non serve chiamare con quel parolone ultras..gemellaggio, è
piuttosto sintonia, voglia di conoscersi, di conoscere, di capire,
di capirsi.
Un legame testimone di tante storie, belle e brutte. Un legame fatto
di comuni passioni sportive, di tante battaglie sui diritti dei
tifosi, di scelte, personali, ma numerose, di percorsi comuni fuori
dello stadio, oltre lo stadio.
Per molti di noi e di voi il desiderio di camminare verso un mondo
diverso, verso lutopia di un altro mondo possibile.
Sembra ieri, era questa estate, lultimo incontro con molti
di voi ai Mondiali Antirazzisti. Ieri era anche Firenze, persi nella
moltitudine di un milione di sovversivi, schierati senza se e senza
ma contro la guerra.
Di tutte le storie che ci legano, quella di queste ore mi sembra
la più sconcertante: venti persone, venti ragazzi e ragazze
(quello che conta è lo spirito non letà), rinchiuse
in carceri speciali con laccusa terribile e ridicola di associazione
sovversiva.
Stavano pianificando la rivoluzione mondiale dice un ordinanza della
Procura di Cosenza, armi impiegate una pannocchia di cartone geneticamente
modificato, cavolfiori ed ortaggi vari.
Verrebbe da ridere se venti persone non stessero dentro una cella,
dietro sbarre odiose, che non solo negano loro la libertà,
ma vorrebbero imprigionare anche le loro idee.
Ed invece oggi, anno del signore 2002, o come diciamo noi sovversivi,
anno secondo della guerra globale permanente, in un paese chiamato
Italia, si può finire in una cella solo per le proprie opinioni
e avere come vicini pericolosi mafiosi.
Laccusa? Un teorema fatto di frasi intercettate qua e la,
tagliuzzate e incollate per comporre un mosaico, dichiarazioni pubbliche
che diventano rivendicazioni anonime, congetture da caserma su fatti
avvenuti nel passato che non tengono neppure conto degli esiti processuali.
E per fortuna, direte voi che leggete, che è così
palese labbaglio che tutti stanno facendo marcia indietro.
Ma se così non fosse stato, se labbaglio non fosse
tanto palese?
Mi viene in mente la chiacchierata che feci con Claudio, circa un
anno fa, quando numerosi gruppi ultras decisero di organizzare la
giornata contro la repressione
LEGGI SPECIALI: OGGI PER
GLI ULTRA, DOMANI IN TUTTA LA CITTA
.quelloggi
è già ieri, quel domani è oggi!
Non è assolutamente facile cercare di conciliare la propria
passione sportiva, il proprio ruolo di tifoso di uno sport sempre
più business e sempre meno sport, con le idee che ti spingono
a ribellarti per costruire un mondo altro.
Eppure ci sono tanti ragazzi, tanti ultras, che dai gradoni di una
curva reclamano il diritto di esprimere liberamente il loro pensiero,
di criticare il carrozzone del footballbusiness, allegoria di una
globalizzazione che antepone il profitto alle persone, di denunciare
la repressione e luso degli stadi come palestre dove si sperimentano
nuove e più globali forme di controllo sociale.
Tanti ragazzi, tanti ultras, tanti sovversivi, tante persone che
non chiudono gli occhi, che, giorno dopo giorno, portano avanti
le loro idee, alla luce del sole. Quel sole che non entra nelle
celle dove un potere ottuso pensa di rinchiudere non solo le persone
ma anche le idee.
Tra i miei, i nostri, tanti dubbi, si nasconde una piccola certezza:
le idee non si fermano davanti alle sbarre di una prigione, così
come a Genova non si sono fermate davanti al piombo, al sangue,
alla repressione.
Francesco
Peverieri
portavoce sovversivo dellassociazione NOI ULTRAS VENEZIAMESTRE
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