Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
il giornale
editoriale nr 15 del 24 Novembre 2002
il sito

In scala di grigi, 256 tonalità. Troppo poche per questa fanzine.
La copertina, solo per questa partita, è incolore per mano altrui.
Purtroppo il nostro arcobaleno è stato portato via nel cuore della notte.
Torneremo, più forti e colorati che mai.

Un sogno chiamato Cosenza

L’azzurro svanisce lentamente. Le piccole valli d’oriente catturano il sole che sta morendo. Poi scende la notte nera e silenziosa. Le pozzanghere riflettono il posto solitario dove ti incontro. Vedo il tuo volto nella luce che sfuma e nell’oscurità i tuoi occhi brillano radiosi. Il velo scarlatto si muove. Fianchi di seta ondeggiano al tocco della mia mano e mi strugge il desiderio che tu mi prenda tra le tue braccia. Le mie labbra sussurrano il tuo nome. Ma un silenzio ci avvolge. Non riesco più a scorgere i tuoi occhi e d’improvviso mi accorgo che non hai più un volto. Stendo le braccia per raggiungerti ma tu mi respingi e ti allontani. Vorrei stringerti al mio petto. Ma le mie mani sono troppo stanche per mantenere la presa. Così comincio a rincorrerti per le strade della città addormentata. Le ombre senza volto ti rapiscono dalla mia corsa disperata, imprigionandoti nei meandri della notte. Ma io continuo a correre contando i passi che ci separano. I passi tra il sogno e la realtà, tra la ragione e il sentimento. È una folle corsa verso di te per sfuggire dal baratro del nulla, per ritornare a chi eravamo, a cosa siamo stati. Il mio passo è sempre più pesante, sempre più incerto e nell’oscurità mi rifugio in ricordi taglienti, come nei giochi di quand’ero bambino. E intanto la città brucia come il fuoco al Cairo di una vecchia canzone dimenticata.
La città si risveglia dopo una normale notte autunnale e si sente più povera. Violentata e mutilata nella sua anima. Mi chiedo quanto possa durare una notte. Forse una vita, un’eternità. Una notte per distruggere ciò che mille notti hanno creato. Una notte per urlare a squarciagola tutte le parole mai pronunciate. Una notte per cantare tutte le serenate mai suonate, come una notte per sentire tutti i silenzi mai ascoltati. Una notte può durare terribilmente tantissimo, un istante interminabile come il vuoto incolmabile che ci ha lasciato. Non una notte di spettri che svaniscono al mattino, di quelle che abbiamo imparato ad affrontare, ma una notte che non vorresti mai svegliarti per non dover sapere che è stato tutto vero. La notte passata ci ha restituito una città disarmata, turbata nella sua fin troppo radicata normalità, tanto che ci vorranno molte notti per dimenticare. Una città svuotata dei suoi sogni, delle sue idee, dei luoghi delle parole e degli spazi di pensiero, ma anche una città ribelle, ansiosa di gridare la propria rabbia al cielo. Le menti riempite di fantasmi e gli occhi di lacrime. In una notte, con una precisione degna di un chirurgo, sono state tagliate le ali di questa città. Tutti gli spazi conquistati faticosamente grazie al frutto di anni di lotte e di sacrifici strappati via violentemente, ed insieme a loro gli sguardi degli amici che di questi spazi rappresentano il cuore pulsante. Neanche queste pagine sono state risparmiate dalla furia degli eventi. Il nostro pensiero è stato sezionato, mortificato alla ricerca di risposte a chissà quali domande senza senso. Siamo stati privati degli strumenti tecnici che ci permettevano di dar voce alla curva. Ma in uno slancio d’istinto di sopravvivenza troviamo ancora la forza di continuare. Proviamo ancora ad esistere. Seppur privi del prezioso contributo del nostro direttore, che, teniamo a sottolineare, non ha mai utilizzato queste pagine per egemonizzare una moltitudine di menti, tentiamo di andare avanti. È questo forse il messaggio più importante che i ragazzi detenuti riescono in questo momento a mandarci. Forse ora più che mai avvertiamo il valore delle cose che stiamo per perdere. Il nostro compito è dunque quello di riappropriarci di spazi che per troppo tempo sono rimasti dimenticati, come un vecchio libro che giace impolverato in soffitta. È forse il momento di risvegliare quello spirito di appartenenza che ci lega l’un l’altro in virtù di quel “sim’i Cusenza, perciò possiamo andare ovunque”. Tra le molte cose dette in questi giorni forse una meglio di tutte dipinge il nostro stato d’animo ed è l’invito ad osare di più, a credere veramente di costruire qualcosa d’importante. A non sentirsi mai piccoli di fronte alle strade che si aprono ai nostri occhi. È il momento di ripopolare i nostri luoghi, le nostre piazze, le nostre curve e scoprire di essere il sogno che rincorrevamo. Sono sicuro che al loro ritorno regaleremo ai nostri ragazzi una Cosenza di nuovo nostra. Ed ecco allora che la nebbia si dissolve e il sogno sfumando prende forma…

Willis

 

Grazie

La redazione di tam tam voleva ringraziare tutti coloro che a titolo personale o come portavoce di gruppi ultras o associazioni hanno espresso solidarietà ai compagni arrestati e più in generale alla nostra curva.
Un ringraziamento particolare và ai ragazzi della curva di Ancona,agli Ultras Unione e ai Rude Fans di Venezia,alle BAL,alla Milano ROSSOnera,,,a tutti quelli che sono”contro di voi allo stadio ma con voi nelle piazze”, alla”Indipendenza sarda”,a” Cagliari antifascista”,al social forum di Ancona, a chi ha “20 motivi in più per resistere”,agli Allentati Fasano, ai ragazzi di Nocera,alla curva nord di Vicenza,a Livorno antifascista,a chi dalla Germania non si stanca di lottare,a chi ripete”non ci avrete mai come volete voi”,ai ragazzi di Crotone,alla Palermo rossa, agli amici di sempre di Genova.

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