Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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vita di curva nr 13 del 5 Novembre 2002
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Montecchio 2002: Mondiali Antirazzisti

Sesto appuntamento per tifoserie, migranti, comunità ed associazioni all'insegna del divertimento, per gridare insieme "No al razzismo"

Empoli: 02-06-02. Il Cosenza è salvo, i tifosi rispediscono al mittente le maglie appena lanciate dai giocatori, il campionato è finito. Inizio di vacanze per la tifoseria? Neanche per sogno, visto che, anche per quest'anno, hanno preso il via a Montecchio i Mondiali Antirazzisti.
Organizzati per il sesto anno di fila dal Progetto Ultrà di Bologna e dall'Istoreco, sono divenuti ormai un'esperienza imperdibile per tutte quelle tifoserie che in Europa portano avanti idee ed iniziative per porre un freno al gelido vento xenofobo e razzista che tende a spirare all'interno delle curve di calcio e di molte piazze europee.Un appuntamento, quello di Montecchio, divenuto un rituale per la nostra
tifoseria, presente ogni anno, ma mai numerosa come in questa occasione.
All'interno del campeggio organizzato infatti, la tribù dei cosentini allestiva, attorno al fuoco sapientemente gestito dal Rubio e dallo Sciscio di Amantea, ben 12 tende, sovrastate da una miriade di stendardi rossoblù. Dando così vita ad un singolare punto di ritrovo, la Frank Square, per migranti e ultrà di ogni latitudine. Grazie poi a quella particolare tendenza del cosentino di 'mmiskharsi cu tutti, ognuno di noi ha avuto l'occasione di conoscersi e confrontarsi cu genti i tutti i manere. In quest'ottica, diventa naturale vedere u prufessuri i l'Amantìa pedinato a vista da ultrà di mezza Italia. O i Rebel e il gruppo Novità di Roma impapagnati per quattro giorni con gli ultrà del Bordeaux. O i Supporters in panico, nel goffo tentativo di dialogare con il Rosetti Rosso dello Shalke 04. O ancora, Piero Boato e le bande di Bologna e Villapiana alle prese con una grigliata che credo non sia mai finita.
Ha fatto poi tanto piacere al direttore e a noi redattori e spacciatori del Tam Tam scoprire tanto interesse lontano da
Cosenza per la nostra rivista, andata praticamente a ruba nel giro di poche ore. E'stata anche l'occasione per rivedere i fratelli di Ancona e Venezia e salutare gli amici di Bergamo, Modena e Genova. E ancora, ricorderemo questa edizione dei Mondiali per i fiumi di birra bevuti in compagnia di tedeschi, austriaci e francesi sotto i tendoni della mensa dove, in una mescolanza di cori da stadio, è partita anche una coinvolgente tarantula. Indelebili sono anche le immagini del corteo di una moltitudine di folli per le vie di Montecchio e la confluenza nella piazza del paese dove il sindaco, durante il discorso ufficiale di benvenuto, viene interrotto dal pressing asfissiante del duo Salvatore & Salvatore ed è costretto a urlare "Forza Cosenza".
Ho lasciato per ultimo il torneo di calcio. Avrei volentieri fatto a meno di parlarne, ma il diritto-dovere di cronaca impone anche questo supplizio. Dopo aver esordito alla grande contro la squadra femminile Galileo di Reggio Emilia, abbiamo perso contro il Senegal che, per umiliarci, ha dato vita ad un corteo fino al campeggio al ritmo di danze africane. L'assenza della grinta di Lello a centrocampo poi, ha determinato i tracolli decisivi contro la rete F.A.R.E. e la rappresentativa colombiana, alla fine vincitrice del torneo.
Per concludere una riflessione. Partiti da Cosenza con le migliori intenzioni (divise nuove e ben tre portieri!), torniamo a casa umiliati per l'ennesima volta. Delle due, l'una: o appendiamo definitivamente le scarpette al chiodo, dedicandoci esclusivamente alla babele del campeggio, o forse sarebbe il caso che il fenomeno anglo-italiano Paul Mazzetta riprenda in mano le redini della squadra per l'appuntamento del prossimo anno.

Luca Scarpelli

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