Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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a duminica era dù palluni nr 12 del 26 Ottobre 2002
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I rossoblù ritornano alla vittoria
Tutto risolto? Forse no
Ma la Sindrome-Napoli pare passata

E vittoria é stata. Aggiungerei: bene così. Pensate un pò cosa sarebbe successo in caso di sconfitta. E non tanto a livello di classifica (i rossoblù avrebbero i punti delle due campane e del Venezia e sarebbero quint'ultimi). Piuttosto, quanto a morale. Con il Siena da affrontare oggi al San Vito, sarebbe stata durissima. Classica partita da tremarella alle gambe. Dello stesso tipo che prese Graziani all'Olimpico con Grobelaar di fronte e gli fece sbagliare il rigore della vita.
A proposito, quella di scena oggi é una delle squadre da seguire. I nove punti che ha rosicchiato finora fanno testo fino a un certo punto (anche perché sono gli stessi di Cosenza, Livorno, Palermo e Bari). I bianconeri colpiscono per la straordinaria essenzialità. Quattro reti fatte, tre subite. Sabato scorso hanno bloccato un buon Bari tra le mura amiche. Forse il Siena non sarà la sorpresa della B, ma per il momento é meglio avere gli occhi bene aperti. Magari, sarebbe stato meglio farlo un anno fa. Perché (personale opinione) lo scorso finale di campionato dei toscani non appare proprio limpidissimo...
Scopriamo, invece, che il Palermo può essere protagonista. Ma qui intervengono una serie di fattori. Un presidente da 2 in pagella. Un allenatore (Arrigoni) forse non del tutto capace di gestire una squadra che punta in alto. Una squadra fortissima. Ma assemblata con un po’ di confusione. Senza tenere conto delle reali necessità. Domina il Cagliari. Meglio dire: é in testa. Dominare é un verbo che si dovrebbe interdire dai giornali sportivi fino alla 17esima giornata. Vero é che con una sola sconfitta all'attivo (solo Samp e Ancona hanno fatto di meglio: non hanno mai perso) dimostrano di essere una squadra credibile. Ma dureranno?
Destino vuole che le due squadre isolane si incontrino oggi (non nel senso che il Governo ha progettato un mega-ponte tra Palermo e Cagliari: ma, chissà, se ne potrebbe anche discutere...). Sarà sfida vera. E si tratta, assieme a Bari-Samp, dei grandi incontri di oggi.
Un'occhiata alla classifica. E scopriamo che la Ternana ha perso una grossa occasione per dimostrare di essere grande. Che il Genoa, invece, ha basi solide (una di queste colonne si chiama Torrente). Che l'Ancona, suo malgrado, rischia di essere l'assente per eccellenza del torneo. Simoni ha avuto una carriera contraddittoria. Piena di tappe a vuoto (vedi Cosenza). Ha signorilità da vendere, ma non altrettanto carattere. E siccome la squadra é lo specchio del suo tecnico, i marchigiani non decollano. Per un tempo intero sembrano vittime sacrificali sull'altare blucerchiato. Poi, la squadra di Novellino va in debito d'ossigeno e c'é il pari. Ma non si illuda Simoni: prima o poi i nodi verranno al pettine. E saranno guai.
Di squadre pericolanti, se ne vedono abbastanza. Una é il Vicenza. Poi c'é un Ascoli modesto. Un Messina che, però, ha un pubblico (e uno Zampagna) notevoli (e, spesso, sono fattori che contano più del bel gioco). E il Napoli targato Colomba. Ma parlare di retrocessione per i partenopei mi sembra eccessivo. Così come per le altre squadre nominate.
Se il Cagliari, poi, é in testa, il vero caterpillar potrebbe essere il Lecce. Delio Rossi non ha ancora ingranato la marcia giusta. E il pari con la Triestina lo testimonia. Ma in Puglia hanno il bomber dell'anno (Chevanton). Un attaccante al quale la B va stretta come una vecchia maglietta. Un altro potrebbe essere Suazo. O Bazzani. Ma, mentre il secondo é una forza della natura (e Cosmi a Perugia lo rimpiange ogni giorno di più), l'honduregno deve dimostrare ancora tante cose. Soprattutto a se stesso. Cagliari, appunto, e Palermo al San Vito. Ternana e Ancona in casa. Questo il tour de force che attende il Cosenza, dopo il Siena di oggi. Una volta le chiamavano: prove di maturità. Se il Cosenza é grande, lo deve dimostrare oggi.
Ma c'é un'altra chiave di lettura (ed é quella che preferisco). Nelle prossime cinque sfide (compresa quella odierna) il Cosenza deve limitare i danni. Sa di poter puntare molto sul match con il Palermo. Che le squadre di Gabetta e Simoni non sono proprio inaffondabili. Che, forse, l'unica impresa sarà giocarsela con il Cagliari del buon Sonetti. Però, una certezza c'é. Sabato scorso, non é stata una partita memorabile. Ma il Cosenza ha meritato
di vincerla. Qualche mese fa l'Ascoli di Pillon era accreditata come squadra emergente. Ora deve emergere davvero: ma dal fondo della classifica. I
rossoblù, che non conoscono la parola "pareggio", l'hanno superata con la lotta. Quella che era stata una costante delle prime giornate, é riemersa alla grandissima. A questo punto, una speranza. Che non si accontentino. Che la "sindrome-Napoli" non colpisca ancora una squadra che ha grandi margini di miglioramento. E che, come fu per Mutti, Siena sia per Sala (ex di turno) un trampolino di lancio. Non verso la promozione. Perché (sarebbe bene ricordarlo) nel calcio non esiste solo questo.

Andrea Marotta

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