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I rossoblù
ritornano alla vittoria
Tutto risolto? Forse no
Ma la Sindrome-Napoli pare passata
E vittoria
é stata. Aggiungerei: bene così. Pensate un pò
cosa sarebbe successo in caso di sconfitta. E non tanto a livello
di classifica (i rossoblù avrebbero i punti delle due campane
e del Venezia e sarebbero quint'ultimi). Piuttosto, quanto a morale.
Con il Siena da affrontare oggi al San Vito, sarebbe stata durissima.
Classica partita da tremarella alle gambe. Dello stesso tipo che
prese Graziani all'Olimpico con Grobelaar di fronte e gli fece sbagliare
il rigore della vita.
A proposito, quella di scena oggi é una delle squadre da
seguire. I nove punti che ha rosicchiato finora fanno testo fino
a un certo punto (anche perché sono gli stessi di Cosenza,
Livorno, Palermo e Bari). I bianconeri colpiscono per la straordinaria
essenzialità. Quattro reti fatte, tre subite. Sabato scorso
hanno bloccato un buon Bari tra le mura amiche. Forse il Siena non
sarà la sorpresa della B, ma per il momento é meglio
avere gli occhi bene aperti. Magari, sarebbe stato meglio farlo
un anno fa. Perché (personale opinione) lo scorso finale
di campionato dei toscani non appare proprio limpidissimo...
Scopriamo, invece, che il Palermo può essere protagonista.
Ma qui intervengono una serie di fattori. Un presidente da 2 in
pagella. Un allenatore (Arrigoni) forse non del tutto capace di
gestire una squadra che punta in alto. Una squadra fortissima. Ma
assemblata con un po di confusione. Senza tenere conto delle
reali necessità. Domina il Cagliari. Meglio dire: é
in testa. Dominare é un verbo che si dovrebbe interdire dai
giornali sportivi fino alla 17esima giornata. Vero é che
con una sola sconfitta all'attivo (solo Samp e Ancona hanno fatto
di meglio: non hanno mai perso) dimostrano di essere una squadra
credibile. Ma dureranno?
Destino vuole che le due squadre isolane si incontrino oggi (non
nel senso che il Governo ha progettato un mega-ponte tra Palermo
e Cagliari: ma, chissà, se ne potrebbe anche discutere...).
Sarà sfida vera. E si tratta, assieme a Bari-Samp, dei grandi
incontri di oggi.
Un'occhiata alla classifica. E scopriamo che la Ternana ha perso
una grossa occasione per dimostrare di essere grande. Che il Genoa,
invece, ha basi solide (una di queste colonne si chiama Torrente).
Che l'Ancona, suo malgrado, rischia di essere l'assente per eccellenza
del torneo. Simoni ha avuto una carriera contraddittoria. Piena
di tappe a vuoto (vedi Cosenza). Ha signorilità da vendere,
ma non altrettanto carattere. E siccome la squadra é lo specchio
del suo tecnico, i marchigiani non decollano. Per un tempo intero
sembrano vittime sacrificali sull'altare blucerchiato. Poi, la squadra
di Novellino va in debito d'ossigeno e c'é il pari. Ma non
si illuda Simoni: prima o poi i nodi verranno al pettine. E saranno
guai.
Di squadre pericolanti, se ne vedono abbastanza. Una é il
Vicenza. Poi c'é un Ascoli modesto. Un Messina che, però,
ha un pubblico (e uno Zampagna) notevoli (e, spesso, sono fattori
che contano più del bel gioco). E il Napoli targato Colomba.
Ma parlare di retrocessione per i partenopei mi sembra eccessivo.
Così come per le altre squadre nominate.
Se il Cagliari, poi, é in testa, il vero caterpillar potrebbe
essere il Lecce. Delio Rossi non ha ancora ingranato la marcia giusta.
E il pari con la Triestina lo testimonia. Ma in Puglia hanno il
bomber dell'anno (Chevanton). Un attaccante al quale la B va stretta
come una vecchia maglietta. Un altro potrebbe essere Suazo. O Bazzani.
Ma, mentre il secondo é una forza della natura (e Cosmi a
Perugia lo rimpiange ogni giorno di più), l'honduregno deve
dimostrare ancora tante cose. Soprattutto a se stesso. Cagliari,
appunto, e Palermo al San Vito. Ternana e Ancona in casa. Questo
il tour de force che attende il Cosenza, dopo il Siena di oggi.
Una volta le chiamavano: prove di maturità. Se il Cosenza
é grande, lo deve dimostrare oggi.
Ma c'é un'altra chiave di lettura (ed é quella che
preferisco). Nelle prossime cinque sfide (compresa quella odierna)
il Cosenza deve limitare i danni. Sa di poter puntare molto sul
match con il Palermo. Che le squadre di Gabetta e Simoni non sono
proprio inaffondabili. Che, forse, l'unica impresa sarà giocarsela
con il Cagliari del buon Sonetti. Però, una certezza c'é.
Sabato scorso, non é stata una partita memorabile. Ma il
Cosenza ha meritato
di vincerla. Qualche mese fa l'Ascoli di Pillon era accreditata
come squadra emergente. Ora deve emergere davvero: ma dal fondo
della classifica. I
rossoblù, che non conoscono la parola "pareggio",
l'hanno superata con la lotta. Quella che era stata una costante
delle prime giornate, é riemersa alla grandissima. A questo
punto, una speranza. Che non si accontentino. Che la "sindrome-Napoli"
non colpisca ancora una squadra che ha grandi margini di miglioramento.
E che, come fu per Mutti, Siena sia per Sala (ex di turno) un trampolino
di lancio. Non verso la promozione. Perché (sarebbe bene
ricordarlo) nel calcio non esiste solo questo.
Andrea
Marotta
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