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Davide
Van De Sfross
Cantautore
in dialetto comasco, ricercatore di cultura e idiomi, altro che
il cantautore della lega
Davide
Van De Sfross ha allattivo due album e molti riconoscimenti
importanti. Lultimo in ordine di tempo è il Premio
Tenco assegnatogli da pochi giorni per lalbum E Semm
partii cui è stato assegnato il premio come migliore
album in dialetto. Ultras del Como, spesso presente in curva, è
uno dei cantautori più intelligenti emersi nel corso degli
ultimi anni, ma è anche uno dei più incompresi e travisati.
Incontrato sul palco di Sila in festa, dove è giunto ospite
de Il Parto delle Nuvole Pesanti, si è dimostrato disponibilissimo
ad una chiacchierata.
Davide
sfatiamo subito un primo tabù, non è mica vero che
la tua musica si ascolta solo al nord Italia.
Per fortuna no. Questo è quello che molti vorrebbero far
credere, quando mi accusano di cantare in dialetto e così
di avere una visione ristretta del pubblico a cui destinare le mie
canzoni. Io credo invece di avere già vinto la mia personale
scommessa, perché si da piccolo ho cercato di catturare qualcosa
dai dialetti italiani e delle lingue europee. Per me hanno una valenza
importante queste differenze, che trovo entusiasmanti e le reputo
come un tesoro prezioso. Trovo stupido latteggiamento di chi
vuole dividere lItalia in una cassettiera dove ogni peculiarità
regionale, resti separata dalle altre. Durante lestate sono
stato ospite per tre date, del tour che Il Parto delle Nuvole Pesanti
teneva in Calabria. In quei pochi giorni, che io ho vissuto intensamente
quasi fossero dei mesi, ho cercato di carpire quanto più
potessi della cultura, degli idiomi dei singoli paesi che ho visitato.
Parole,
le tue che sfatano laltro tabù cioè quello di
cantautore della Lega.
Se chiunque scrivesse una qualsiasi cosa avesse ragione, allora
saremmo tutti finiti. A me personalmente mancano davvero pochi partiti,
perché hanno cercato di appoggiarmi da tutte le parti, solo
per puro esercizio giornalistico, oppure per riempire degli spazi.
Io canto in uno dei dialetti lombardi, ma è chiaro che non
basta questo per schiaffarmi su di un palco politico. Io non scrivo
musica per fare della politica. Poi basta tradurre qualsiasi mio
testo per verificare come non ci sia una sola riga che mi possa
collegare non solo alla Lega Nord, ma neanche a qualsiasi altro
gruppo politico. Ho suonato a Rimini durante un Meeting dellamicizia,
e per alcuni giornalisti sono diventato lidolo di CL, solo
che qualche giorno dopo alcune mie canzoni sono state usate duranet
una manifestazione sindacale, e di conseguenza mi hanno spostato
da CL alla CGIL. Solo che io ero a casa oppure a suonare in qualche
palco di paese. Io so solamente che scrivo canzoni per tutti, senza
sventolare bandiere, perché io traggo le canzoni da storie
di paese. Da uomini che hanno vissuto storie quotidiane sconvolgenti,
senza guardare la tessera che avevano in tasca, oppure da che parte
stavano durante la guerra. E siccome da tutti prendo, è giusto
che le mie canzoni ritornino a tutti. Per questo torno a ripetere
che lesperienza fatta in Calabria ed in Puglia mi ha arricchito
notevolmente, visto che in ogni circostanza ho trovato un pubblico
attento e desideroso di ricevere quello che io potevo dare, anche
se cantato in una lingua così diversa dalla loro. E lentusiasmo
della gente mi ha spinto a suonare più del consueto, visto
che tutti si divertivano, ballavo. Anche se avessi cantato in catalano
oppure in bretone, per loro non sarebbe cambiato nulla.
Una
cosa questa di cui ho esperienza personale, visto come mi sono appassionato
alle tue canzoni, al fascino che emanano per le quali se nagott
de di.
Vedi, se una persona come te che vive in Calabria, lavora in una
radio ed in questa occasione trova il modo di esprimersi in una
lingua così distante, ha del magico. La stessa cosa che provo
quando sono in macchina ed ascolto i dischi del Parto delle Nuvole
Pesanti o dei Nidi DArac, ritrovandomi a cantarle ed a capirne
anche il significato, mi emoziono tanto. Mi sembra di avere fatto
una conquista, come quando sono riuscito a far cantare Le Balentas
(gruppo vocale femminile sardo n.d.i.) in dialetto comasco.
Non ti nascondo che aspetto con ansia il momento in cui capiterà
anche a me di cantare in un altro dialetto. Ricordo ancora con piacere
quando al premio Tenco del 99 ci siamo ritrovati con Teresa
De Sio, il Parto ed i Nidi DArac a cantare la Poma
che è diventata una lunghissima tammurriata con la gente
che quasi saliva sui tavoli a ballare. Non si deve avere paura delle
differenze che ci sono, pensa se Gabriel non avesse avuto coraggio,
oggi non potremmo godere delle produzioni della Real World. La contaminazione
funziona quando ognuno ha ben presente la lingua che parla e non
quando viene colonizzato da altri.
Eliseno
Sposato
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