|
Questa
nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico
quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza,
zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via
internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro
giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni,
la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per
l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide
con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media
e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una
valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che
finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando
le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi
racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella
mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
|
|
|
|
|
|
|
Mandateci
le vostre poesie e i vostri racconti
L'invito
a tutti i lettori di Tam Tam di spedire contributi riguardanti poesia
e letteratura e altro é ancora valido. Quella che segue è
la poesia che abbiamo scelto per questo numero.
E mi ritrovavo li sulle scale
A parlare di rivolta al sistema
dove ascoltava nessuno quasi
e dichiaravo forte " vi disprezzo!"
Ma cosa vuoi, allora ti vedevo Lontano,
nella tua giacca verde io ero di là dalla strada.
Non vedevi era triste ma dipingevo sui muri
e tu non vedevi nemmeno quelli ma ci credevo
"lottare dobbiamo! è tutto quello che abbiamo ascoltate!"
Adesso vorrei la tua indifferenza
le ore sui muri perchè potrei averti
ma non la triste gioia di quelle scale.
violetta11@virgilio.it
Raffaele
Zupo è nato a Cosenza il 2 Febbraio 1968. É poeta
e pittore, attualmente sta sperimentando la commistione tra le sue
tecniche artistiche e la grafica computerizzata. É stato
uno dei protagonisti del movimento ultrà a Cosenza fin dagli
albori, distinguendosi per il suo spirito indomito. É stato
ultra sugli spalti e nella vita, rivestendo la figura di scapigliato
romantico e ribelle, che traspare tra le righe della sua poesia
da cavaliere errante per il cosmo. Così mi piace definirla:
poesia cosmica. Poesia intrisa di un amore psichedelico destinato
alla peregrinazione e perciò sbandierato allinfinito
tra stelle e pianeti. Eccone due per i suoi concittadini che leggono
tam tam:
Il
sole é la mia stella
Il
sole gira in modo armonioso notte
Mi attrae, mi seduce senza volerlo
Mi attrae con immisurabile forza
Con la stesa mi tiene a distanza costante
Il suo cosmo forse è fatto da tanti come me
Pianeti che non possono sottrarsi alla sua luce
Non possono tornare al buio per non vedere
Per poter tornare liberi dalla sua forza...
Ma potrà questa farci baciare?
Nellimmaginario crollo delle classi...
Dei pregiudizi...
Il cosmo è una replica, il sole è uguale
lo vedono gli stessi occhi, il colore della
le sue fantastiche lenzuola ci avvolgono,
ci accarezzano allo stesso modo
e il nostro cosmo è della loro fantasia
della loro paura, della loro vergogna...
quel cosmo le nasconde
sommario
>>
<<
archivio
|
|
|
|
|