Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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poeti nostri cusentini tuasti nr 12 del 26 Ottobre 2002
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Mandateci le vostre poesie e i vostri racconti

L'invito a tutti i lettori di Tam Tam di spedire contributi riguardanti poesia e letteratura e altro é ancora valido. Quella che segue è la poesia che abbiamo scelto per questo numero.
E mi ritrovavo li sulle scale
A parlare di rivolta al sistema
dove ascoltava nessuno quasi
e dichiaravo forte " vi disprezzo!"
Ma cosa vuoi, allora ti vedevo Lontano,
nella tua giacca verde io ero di là dalla strada.
Non vedevi era triste ma dipingevo sui muri
e tu non vedevi nemmeno quelli ma ci credevo
"lottare dobbiamo! è tutto quello che abbiamo ascoltate!"
Adesso vorrei la tua indifferenza
le ore sui muri perchè potrei averti
ma non la triste gioia di quelle scale.

violetta11@virgilio.it

 

Raffaele Zupo è nato a Cosenza il 2 Febbraio 1968. É poeta e pittore, attualmente sta sperimentando la commistione tra le sue tecniche artistiche e la grafica computerizzata. É stato uno dei protagonisti del movimento ultrà a Cosenza fin dagli albori, distinguendosi per il suo spirito indomito. É stato ultra’ sugli spalti e nella vita, rivestendo la figura di scapigliato romantico e ribelle, che traspare tra le righe della sua poesia da cavaliere errante per il cosmo. Così mi piace definirla: poesia cosmica. Poesia intrisa di un amore psichedelico destinato alla peregrinazione e perciò sbandierato all’infinito tra stelle e pianeti. Eccone due per i suoi concittadini che leggono tam tam:

Il sole é la mia stella

Il sole gira in modo armonioso notte
Mi attrae, mi seduce senza volerlo
Mi attrae con immisurabile forza
Con la stesa mi tiene a distanza costante
Il suo cosmo forse è fatto da tanti come me
Pianeti che non possono sottrarsi alla sua luce
Non possono tornare al buio per non vedere
Per poter tornare liberi dalla sua forza...
Ma potrà questa farci baciare?
Nell’immaginario crollo delle classi...
Dei pregiudizi...
Il cosmo è una replica, il sole è uguale
lo vedono gli stessi occhi, il colore della
le sue fantastiche lenzuola ci avvolgono,
ci accarezzano allo stesso modo
e il nostro cosmo è della loro fantasia
della loro paura, della loro vergogna...
quel cosmo le nasconde

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