Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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culti e culture nr 12 del 26 Ottobre 2002
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Il tesoro di Alarico

Sebastiano si svegliò presto come al solito. Alla sua età si dorme poche ore e pure male. Filomena appena lo vide comparire sulla porta della cucina accese il fornello per fare il caffè. Lei era una vecchia tipicamente calabrese: arzilla e dignitosa. - stamatina fatta a’ varva! - intimò al marito. - si... si ...iamu pensann’ara varva - mormorò lui, poi andò sul balcone ampio di quella loro casa di via Roma che affacciava proprio su piazza Loreto. Vide la piazza dove aveva cresciuto i suoi figli e i suoi nipoti, dove i suoi amici pensionati facevano comunella al mattino. Era un pò cupa quel giorno per essere piazza Loreto. – Mi sa ca sta arrivanno – disse tra se – navantadu’anni un su’ nna passiata.-- Rientrò in cucina e sedette per sorseggiare il caffè. Filomena lo guardava in cagnesco. – E ssini ca m’ha fazzu sa varva - disse trattenendo un sorriso. Dopo un pò era in strada e prese per Piazza Fera. La sua camminata nonostante i novantadue anni era buona ed in breve, occhieggiando tra gioiellerie e bar, pizzerie e articoli sportivi si ritrovò a scendere a’ sagliut’i pagliaru... Provò una strana sensazione di malinconico abbandono misto a stanchezza, ma quel giorno aveva deciso che doveva attraversare a piedi la sua città. Raggiunse Palazzo degli uffici ( per lui non era piazza II Settembre) e proseguendo per Corso Mazzini arrivò alla fontana di Giugno, dove sedette per riposare un pò. Vide alcuni giovani discutere di calcio e di donne e provò una grande tenerezza nel ripensare alla sua di gioventù. Proseguì verso la città vecchia, arrivò a Piazza Valdesi e fece per salire da corso Telesio ma un pò per la stanchezza, un pò perché quel giorno voleva fare pazzie, pensò bene di fare una passeggiata lungo il fiume. Scese con fatica le scale che portano alla riva da ponte Mario Martire e finalmente fu ad un passo dalle acque. S’accorse che l’aria era umida assai e che la sua stanchezza stava diventando spossatezza, affannosamente giunse alla confluenza dei due fiumi e restò in piedi fermo, in un punto dove l’acqua era stranamente ferma...e cominciò a specchiarsi. Il suo volto sembrava diverso, più giovane, quasi femminile, i capelli lunghi, le forme... l’immagine che vedeva riflessa nell’acqua non era la sua, ma quella di una stupenda donna che ricordava un passato lontano, fatto di orde e saccheggi, battaglie e sangue. La donna mosse le labbra e una voce venne dall’acqua – Io sono l’anima del grande Re Alarico tesoro suo e di nessuno altro - Sebastiano per la paura credette di morire. La voce continuò – smettete di cercarmi... smettete di credere in me, e che possiate crepare all’inferno se continuate a disturbarmi, l’unico posto dove dovete cercare è dentro di voi idioti! -
Sebastiano non riuscì a reggere svenne e finì nell’acqua. La sera Filomena lo guardava in cagnesco - Ti pensavi ch’eri ara spiaggia? - Lui non sapeva che dire - ...haiu vistu na fimmina ntra l’acqua -
• n na fimmina? e ti iunni a novantadu’anni? Ma famm’u piaciri! -
• n- ma no na fimmina vera... cumu n’apparizione...unn’aiu capitu cc’ha dittu... ccura terza elementare. -
• n n’apparizione? Me ...vati curca ca ti chiedu u divorziu mo moni! -
Sebastiano seguì il consiglio di sua moglie, andò a letto. Era contento di essere nato e cresciuto a Cosenza, di aver fatto il contadino, il muratore, il bidello, di aver mangiato pasta china e cuddrudrieddri per cent’anni, aver ballato la tarantella e tante volte visto i monti della Sila e il Tirreno e alla fine, proprio l’ultimo giorno della sua vita, aveva visto la leggenda con i suoi occhi... e aveva capito benissimo, altro che terza elementare...!

silviostellato@yahoo.it

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