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Per
sempre vicino a te, anche a Genova
Premessa:
Non mi sento sicuramente un emule di Nick Horby, tra televisione
e trasferte al centro-nord ho visto più di 100 partite del
Cosenza ma non sono mai stato in Curva Bergamini, sono innamorato
del Cosenza molto di più di qualsiasi ragazza che abbia mai
conosciuto e per il Cosenza farei di tutto. Fine premessa.
Sono riuscito a mettermi in contatto con Alessandro, lui è
di Sibari ma ora lavora in piemonte, ha 23 anni, ci mettiamo daccordo
per incontrarci a Genova, con lui ci sono anche il fratello e altri
tre amici, tutti di Sibari, o meglio, tutti dei N.S. Sibari.
Ho appuntamento con la simpatica comitiva nella curva ospiti, ma
la mia impazienza mi porta a raggingere il Marassi già alle
17e30.
E presente un gruppo di sostenitori rossoblù e alcuni
di loro mi spiegano che la celere e la digos non sono concordi su
come gestire la situazione biglietti, il risultato è che
la tensione cresce, e come se non bastasse alcuni pseudo hooligans
doriani decidono di caricare, tra laltro senza esiti felici.
Personalmente vengo perquisito due volte, una nellantistadio
e una seconda volta prima che mi strappino il biglietto (pagato
13 euro!!) per entrare.
La situazione è strana, io dovrei incontrarmi con il simpatico
gruppo di Sibari e con Stefano dei Cosenza supporters, ma nessuno
di loro è ancora arrivato, mi sento solo, sono le 19 e in
curva siamo in 25.
Alla spicciolata arrivano alcuni gruppetti e la curva si comincia
a riempire dei soliti odori e dei soliti canti isolati che precedono
le partite, faccio conoscenza con alcuni ragazzi che mi dicono che
si sarebbero aspettati più partecipazione da parte di chi
invece è rimasto a casa, in fondo la squadra è prima
e si esprime su buoni livelli, io non so che rispondere, ora siamo
circa 200, i numero sarà destinato ad aumentare fino a toccare
quota 350/370.
Sono le 20e15, i Cosenza Supporters sono arrivati e con loro ovviamente
anche Stefano, intavedo uno stendardo bianco con una croce rossa
N.S. SIBARI.... sono arrivati anche loro.
Alessandro mi presenta a tutta la comitiva, e insieme cantiamo tutti
i cori, soffriamo per gli attacchi doriani e ci esaltiamo per i
contropiedi dei lupi.
Improvvisamente Alessandro con una tipica locuzione sibariote mi
avvisa che in curva doriana cè uno striscione giallorosso
del catanzaro, il loro gemellaggio deve essere serio se gli concedono
addirittura un posto in curva...
La curva ospite canta e si comporta con onore, ignora gli sfottò
puerili in un gruppo di adolescenti che fa finta di essere ultras
posizionato di rimpetto alla gabbia dove siamo sistemati; insieme
a noi ci sono anche 4 turisti inglesi che cantato e battono le mani
con incredibile impegno, come con grande impegno la ragazza venezuelana
di uno di quelli di Sibari canta i cori che si lanciano
senza sosta.
Bazzani fa una doppietta, ma la curva canta ancora più forte,
i doriani pensano di impensierirci con i loro cori, ma da parte
nostra trovano solo indifferenza, mancano 10 minuti e la celere
fa sgomberare la curva, quelli che hanno il treno per Cosenza devono
lasciare la curva; e così rimaniamo in 12: i quattro di Sibari,
la ragazza venezuelana, i 4 inglesi, 2 ragazzi di Torino e io.
La gabbia prima sembrava un buco, ma ora che siamo così in
pochi sembra talmente enorme che mi fa pensare che fossimo in più
di 400.
Alteri segna il gol della bandiera e ce lo gustiamo solo noi 12,
che insieme agli inglesi cantiamo youll never walk alone,
larbitro fischia la fine e uscendo dallo stadio cantiamo che
sarà sarà.
Francesco, lamico di Alessandro, mi spiega che tifare il Cosenza
è come amare una ragazza che non sempre corrisponde, bisogna
esserne innamorati pazzi per non mollare tutto, io gli dò
perfettamente ragione.
Ovunque e comunque con te... che sarà sarà...
Mattia
Rizzo
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