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Reprimere
per prevenire
Stazione
di Vagliolise, ore 14:15. Presenti molti ometti in divisa con le
unità cinofile, agenti antisommossa, videocamere, macchine
fotografiche, p.c., aggeggi elettronici per non lasciare nulla al
caso. Penso forse che cè una ricorrenza o una cerimonia
in memoria di qualche deceduto, ma nulla di tutto ciò. Un
vecchietto mi sussurra: Ma tutti sì questurini pena
partita chini i paga ?.
Voci gracchianti e domande ripetitive si susseguono in uno strano
sabato: Hai il biglietto del treno? Fammi vida u
bigliettu du campu e dammi i documenti che ti devo segnare
. Sì, proprio così, gli ultras secondo
un codice non scritto sono etichettati in negativo senza nessuneccezione
e segnati. Inquadro la situazione e sghiscio.
Stazione di Castiglione Casentino, ore 14:30. Larma dei carabinieri
(il minuscolo è dobbligo) presidia la stazione, un
uomo sensitivo ipotizza che sul treno proveniente da Cosenza ci
siano dei clandestini che si accingono ad assaltare la legno-Chimica.
Riecheggia la solita litania, una volta era monopolio dei controllori:
biglietto, documenti, libretto sanitario, libretto delle vaccinazioni,
libretto delle giustificazioni, ecc. ecc. Mi prende la topofobia
(paranoia verso determinati luoghi) e sghiscio.
Stazione di Paola, ore 15:00. Non voglio più sghisciare,
me ja vvida i wolves! Entro nella stazione, acquisto il giornale
e vado a cacare, esco dal cesso e trovo un cacato molto agitato
- forse gli avevano trattenuto qualche soldo dalla busta paga- che
mimpone di seguirlo nellufficio. Ovviamente mi oppongo
e domando se per una cacata cè bisogno del permesso
del capo del gabinetto. Il cacato risponde: Va al bagno solo
chi ha il biglietto. Rimango titubante per un attimo e gli
mostro il biglietto dello stadio, non lo avessi mai fatto, si gonfia,
esplode ed emana tutta la sua prepotenza. Mi afferra da un braccio
e con parole garbate mi accompagna in ufficio per chiarire la mia
posizione (la mia era unopposizione alle idiozie arroganti
del cacato). In ufficio mi chiedono i documenti e con molta calma
mi invitano ad acquistare il biglietto del treno, pena il trattenimento
della mia carta didentità. Chiedo quale legge speciale
stiano applicando o se si tratti di un semplice sequestro di documento.
La risposta banale e lesiva: Così acceleriamo i tempi
per chi fa il bravo. Due sono le scelte: chiamare un legale
e perdere la partita o sottoporsi al ricatto. Fino a quel momento
non avevo mai escluso il pagamento del biglietto -i normali passeggeri
lo possono fare sul treno con una maggiorazione- e così,
per non perdere la trasferta, li ho accontentati. Non potete capire
comerano felici, unintelletto-deficiente cronico ha
affermato che non sarà più come prima perché
le F.S. sono state privatizzate e quindi devono essere tutelate.
Stazione di Paola, ore 15:30. Salgo in treno e incomincio a rilassarmi
grazie alle delizie prodotte dalla nostra terra. Molte sono le facce
nuove, presenti tutte le comitive della curva
Qualcuno nei pressi di Salerno lancia delle pietre convinto di colpire
qualche ultras della Salernitana, ma i bersagli non sono altro che
vetri inermi, macchine parcheggiate e pendolari che lavorano chissà
sotto quale padrone. Un altro ragazzo confonde un signore per Pagliuso
e gli vomita in faccia insulti e varie jestime
Stazione di Napoli centrale, ore19:30. Scendiamo dai vagoni e troviamo
molti ometti in divisa che ci osservano e ci filtrano - rito scaramantico
degli ometti. - Prima di farci salire sugli autobus, infatti, spalleggiati
da questa scusa e supportati dalla legge che vieta luso dellalcool
nelle competizioni sportive, hanno rastrellato il nostro buon vino.
Pronti, partenza, via: inizia il giro turistico. Gli ometti in divisa
decidono di far fare a tutta la comitiva un bel giro panoramico
intorno al Vesuvio, ammirare il lungomare
.. insomma, potrebbero
fare da guida turistica e
GOOOOL! Sì, proprio così,
mentre questi si prodigano per mostrarci la città, il Cosenza
passa in vantaggio. Lautista è al tracollo, ma è
caldamente incoraggiato e assillato ad aumentare la velocità.
San Paolo, ore 21:00. Alle porte dello stadio si crea un pò
di confusione a causa delle foto di gruppo che gli ometti vogliono
effettuare, ma stavolta andiamo determinati verso il settore ospiti
a sostenere i wolves, era già troppo il tempo perso. Per
tutta la partita gli ometti si sono posti di fronte non cercando
altro che la rappacificazione, offrendoci gelati, caramelle, birra,
insomma, davvero funzionali. I wolves, con lo sfondo della luna
piena e la follia degli ultras, escono vittoriosi dal San Paolo.
Stazione Napoli Campi Flegrei, ore 23:45. Prima di raggiungere il
treno del ritorno, ad un certo punto i comandi dellintelligence
decidono di giocare al gioco della conta: capire quanti soldi possiamo
ancora spendere per le F.S.. Un uomo della scorta cosentina
si avvicina e afferma: Ma quante facce nuove e quanta fezza
che cè oggi!. Pierantonio gli risponde: E
vua siti in paranoia pì i (pi) facce nove. Imparano
il nostro gergo!
Presidiare le stazioni, identificare in ogni circostanza con la
scusa dei biglietti, alzare la tensione per una bandiera, perdere
tempo prima della partita, minacce continue di diffida con luso
sproporzionato delle tecnologie visive è una consuetudine
delle trasferte.
Apparentemente, tutti questi atteggiamenti da parte delle forze
dellordine potrebbero rientrare nella norma, ma in realtà
i facci brutti sotto sotto covano una strategia ben precisa e univoca:
reprimere per prevenire. Eliminare gli ultras e le trasferte, criminalizzare
tutti gli aspetti aggreganti e socializzanti con tutti i metodi
a loro disposizione.
Nua ci Simu e ci saremo per due soli colori. Come on Wolves
Alariko
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