Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
il giornale
speciale nr 11 del 19 Ottobre 2002
il sito

Reprimere per prevenire

Stazione di Vagliolise, ore 14:15. Presenti molti ometti in divisa con le unità cinofile, agenti antisommossa, videocamere, macchine fotografiche, p.c., aggeggi elettronici per non lasciare nulla al caso. Penso forse che c’è una ricorrenza o una cerimonia in memoria di qualche deceduto, ma nulla di tutto ciò. Un vecchietto mi sussurra: “Ma tutti sì questurini pe’na partita chini i paga ?”.
Voci gracchianti e domande ripetitive si susseguono in uno strano sabato: “Hai il biglietto del treno? Fammi ‘vida ‘u bigliettu du campu’ e dammi i documenti che ti devo segnare ’’. Sì, proprio così, gli ultras secondo un codice non scritto sono etichettati in negativo senza nessun’eccezione e segnati. Inquadro la situazione e sghiscio.
Stazione di Castiglione Casentino, ore 14:30. L’arma dei carabinieri (il minuscolo è d’obbligo) presidia la stazione, un uomo sensitivo ipotizza che sul treno proveniente da Cosenza ci siano dei clandestini che si accingono ad assaltare la legno-Chimica. Riecheggia la solita litania, una volta era monopolio dei controllori: biglietto, documenti, libretto sanitario, libretto delle vaccinazioni, libretto delle giustificazioni, ecc. ecc. Mi prende la topofobia (paranoia verso determinati luoghi) e sghiscio.
Stazione di Paola, ore 15:00. Non voglio più sghisciare, me ja ‘vvida i wolves! Entro nella stazione, acquisto il giornale e vado a cacare, esco dal cesso e trovo un cacato molto agitato - forse gli avevano trattenuto qualche soldo dalla busta paga- che m’impone di seguirlo nell’ufficio. Ovviamente mi oppongo e domando se per una cacata c’è bisogno del permesso del capo del gabinetto. Il cacato risponde: “Va al bagno solo chi ha il biglietto”. Rimango titubante per un attimo e gli mostro il biglietto dello stadio, non lo avessi mai fatto, si gonfia, esplode ed emana tutta la sua prepotenza. Mi afferra da un braccio e con parole garbate mi accompagna in ufficio per chiarire la mia posizione (la mia era un’opposizione alle idiozie arroganti del cacato). In ufficio mi chiedono i documenti e con molta calma mi invitano ad acquistare il biglietto del treno, pena il trattenimento della mia carta d’identità. Chiedo quale legge speciale stiano applicando o se si tratti di un semplice sequestro di documento. La risposta banale e lesiva: “Così acceleriamo i tempi per chi fa il bravo”. Due sono le scelte: chiamare un legale e perdere la partita o sottoporsi al ricatto. Fino a quel momento non avevo mai escluso il pagamento del biglietto -i normali passeggeri lo possono fare sul treno con una maggiorazione- e così, per non perdere la trasferta, li ho accontentati. Non potete capire com’erano felici, un’intelletto-deficiente cronico ha affermato che non sarà più come prima perché le F.S. sono state privatizzate e quindi devono essere tutelate.
Stazione di Paola, ore 15:30. Salgo in treno e incomincio a rilassarmi grazie alle delizie prodotte dalla nostra terra. Molte sono le facce nuove, presenti tutte le comitive della curva………… Qualcuno nei pressi di Salerno lancia delle pietre convinto di colpire qualche ultras della Salernitana, ma i bersagli non sono altro che vetri inermi, macchine parcheggiate e pendolari che lavorano chissà sotto quale padrone. Un altro ragazzo confonde un signore per Pagliuso e gli vomita in faccia insulti e varie jestime …
Stazione di Napoli centrale, ore19:30. Scendiamo dai vagoni e troviamo molti ometti in divisa che ci osservano e ci filtrano - rito scaramantico degli ometti. - Prima di farci salire sugli autobus, infatti, spalleggiati da questa scusa e supportati dalla legge che vieta l’uso dell’alcool nelle competizioni sportive, hanno rastrellato il nostro buon vino. Pronti, partenza, via: inizia il giro turistico. Gli ometti in divisa decidono di far fare a tutta la comitiva un bel giro panoramico intorno al Vesuvio, ammirare il lungomare….. insomma, potrebbero fare da guida turistica e …GOOOOL! Sì, proprio così, mentre questi si prodigano per mostrarci la città, il Cosenza passa in vantaggio. L’autista è al tracollo, ma è caldamente incoraggiato e assillato ad aumentare la velocità.
San Paolo, ore 21:00. Alle porte dello stadio si crea un pò di confusione a causa delle foto di gruppo che gli ometti vogliono effettuare, ma stavolta andiamo determinati verso il settore ospiti a sostenere i wolves, era già troppo il tempo perso. Per tutta la partita gli ometti si sono posti di fronte non cercando altro che la rappacificazione, offrendoci gelati, caramelle, birra, insomma, davvero funzionali. I wolves, con lo sfondo della luna piena e la follia degli ultras, escono vittoriosi dal San Paolo.
Stazione Napoli Campi Flegrei, ore 23:45. Prima di raggiungere il treno del ritorno, ad un certo punto i comandi dell’intelligence decidono di giocare al gioco della conta: capire quanti soldi possiamo ancora spendere per le F.S.. Un uomo della scorta “cosentina” si avvicina e afferma: “Ma quante facce nuove e quanta fezza che c’è oggi!”. Pierantonio gli risponde: “E vua siti in paranoia pì i (p’i) facce nove”. Imparano il nostro gergo!
Presidiare le stazioni, identificare in ogni circostanza con la scusa dei biglietti, alzare la tensione per una bandiera, perdere tempo prima della partita, minacce continue di diffida con l’uso sproporzionato delle tecnologie visive è una consuetudine delle trasferte.
Apparentemente, tutti questi atteggiamenti da parte delle forze dell’ordine potrebbero rientrare nella norma, ma in realtà i facci brutti sotto sotto covano una strategia ben precisa e univoca: reprimere per prevenire. Eliminare gli ultras e le trasferte, criminalizzare tutti gli aspetti aggreganti e socializzanti con tutti i metodi a loro disposizione.
Nua ci Simu e ci saremo per due soli colori. Come on Wolves

Alariko

sommario >>

<< archivio