Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
il giornale
colpi di tacco nr 11 del 19 Ottobre 2002
il sito

Di glabalizzazione

Si parte da una frase di Hobsbawm. Per arrivare a Benjamin. Passando per Galliani e Jeff Buckley... "Per esempio, il football é oggi un vero intrattenimento internazionale, nel quale le squadre non sono più legate a un paese particolare, e meno che mai a una singola città. Esiste una riserva globale di giocatori che vengono assunti e spostati in tutto il mondo, nel modo in cui in passato succedeva solo alle dive dell'opera e ai grandi direttori d'orchestra. Non c'éniente che spieghi la globalizzazione meglio degli sviluppi del calcio negli ultimi dieci anni". Lo dice Eric Hobsbawm. Lo storico divenuto famoso (ahilui!) per la definizione del 900 come "secolo breve". Su queste righe si puù essere d'accordo o no. Io lo sono.
Intrattenimento é la prima parola su cui riflettere. Quando Galliani parla di "prodotto-calcio", sa di fare rabbrividire la gente come me. Ma la gente come me sa che Galliani ha ragione. Perché ha perso contatto con la realtà. E la realtà é la gente. E la gente é, chi più chi meno, vittima della globalizzazione. Che avrà degli effetti splendidi. Ma mica per tutti.
"Prodotto-calcio" significa che questo sport può essere venduto. Una volta sul prezzo del biglietto contava molto la spettacolarità della squadra. Cioé: gioco male, paghi di meno. Oppure: sto per retrocedere e abbasso i prezzi, così c'é più gente allo stadio. Oggi l'unico strumento per rilevare il valore della squadra é quello numerico. Quanti più tifosi ci sono sulla faccia del pianeta, quanto più la pay-tv sborsa. Questo significa che, prima o poi, il progetto di "superlega" andrà in porto. E realtà minori
scompariranno. Quelle realtà minori in cui "città" e "squadra" coincidono. Cosa hanno a che vedere Zamparini e Palermo? O Pagliuso e Ferrara (a proposito: complimentoni...)?
Sul passo che riguarda i giocatori come "riserva globali di assunti", che viaggia da una squadra all'altra, aggiungo una sola cosa. Quando avevo 10 anni, c'era un giocatore che cambiava casacca ogni stagione. Si chiamava Iorio e non era tanto male. Ma, negli album Panini, era la figurina meno desiderata da me e dai miei amici. Perché, ci dicevamo, "é carta bruciata".
Sulla globalizzazione in senso lato, vorrei però spendere due parole. Ha molti pregi. E' la massima espressione del capitalismo e del liberismo. E' sinonimo di ampio accesso a tanti vantaggi. Il guaio é che "globalizzazione" significa questo per me e per voi. Per l'occidente. Ma non per tutti. L'"ampio accesso" vale per milioni di persone. Che, però, sommate, non fanno piš del 20% mondiale. Non voglio arrivare a strisciare su un populismo da quattro soldi, né sulla commiserazione verso gente che non mi può ascoltare (che senso avrebbe?
Parlare senza essere ascoltati é come "non agire"). Farò esempi. C'éun cantante americano grandioso. Suona una specie di grunge. Si chiama Mark Lanegan. Chi lo conosce (Eliseno a parte, so anche che lo apprezza molto)? Come fa, invece, una ragazzina di 16 anni di nome Avril Lavigne a fare soldi a raffica? Chi c'é alle sue spalle (non c'é doppio senso)?
Sono stato a Pesaro. Ho mangiato la piadina più buona della terra. E vi giuro che non ha a che vedere con quelle preconfezionate che trovate nel supermarket. "Bella scoperta" dite voi. Lo so. Ma il vero danno che la globalizzazione ha generato é questo: aver annullato l'esperienza (lo anticipò Benjamin). Non c'é esperienza nel fare sesso via internet. Né nello scrivere fredde e-mail (fredde come lo schermo). Oggi tutti hanno visto la Gioconda, senza essere al Louvre. Tutti hanno sentito i Notturni di Chopin, senza ascoltarlo dal vivo. E io dico: magari é democratico. Ma é triste.

andreama47@hotmail.com

sommario >>

<< archivio