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Cosenza:
emozione rossoblù
Un
ringraziamento particolare a quanti con le loro massime citate nel
testo mi hanno aiutato a rendere più chiaro il mio pensiero.
Per me il Cosenza
sembra facile dire del Cosenza, ma come può
una penna dare forma ad una passione? Col Cosenza nel cuore ci si
nasce, lamore e le emozioni le senti, le vivi, non le studi
sui libri, non le impari in accademia, in nessuna università
diventi del Cosenza, lo avverti sulla pelle, senti solo
che ti scorre lungo le vene e non si ferma.
Non lo puoi fermare, nessuno lo può fermare,presidenti, dirigenti,
calciatori, pay-tv, legali e taroccari,no timporta davvero
di nulla, si tifa per la maglia, per due soli colori, per due colori
magici che fan venire i brividi. Colori fantastici e contagiosi
che rimangono tali anche se li guardi da dietro. Rosso come la luce,
il calore, la passione, il sangue, il vino, Blù come la notte,
come il mare, come il cielo, come le ali della libertà, come
il fiocco di quel bimbo appena nato a cui auguri solo gioie e sorrisi
e magari speri che sia un altro lupacchiotto.
Una scossa intensa, sfiancante, forte, ti percorre la schiena, le
onde di quella frequenza che sintonizza ed unisce un popolo dal
nord al sud, dallest allovest del mondo: ovunque!
Il Cosenza ti lega alla tua terra, alla tua gente, alla tua vita.
Belli & brutti, ricchi & poveri, giovani & vecchi, maschi
& femmine, colti & ignoranti, guardie & ladri, onesti
& farabutti, grassi & magri, preti & miscredenti, eleganti
& trasandati, simu tutti i Cusenza anzi du
Cusenza.
Non timporta di niente e di nessuno, della gente perbene,
di quella brava, quella seria, di chi non è in grado di capire.
Chi va dietro al Cosenza è un perditempo, loro pensano, eh
si, perché loro sanno, quando, come e cosa è giusto
fare
.loro, sempre meglio di te
..loro. Noi
siamo quelli, strani, diversi, pazzi: ma preferiamo ciuati,
please! Perché è proprio vero che su Cusenza
è na ciotia. Se no come ti spieghi che di giorni alla
partita ne mancano ancora sette e già il tuo cuore batte
a mille? Sei impaziente come un bimbo ad una giostra, hai voglia
di vomitare la forza che hai dentro ed urlarlo al mondo intero.
In treno, in auto, in pullman, in aereo: lItalia si accorcia
e se la guardi scorgi una scia con a capo una bella comitiva. Orgogliosi
delle nostre facce, del nostro marchio, del nostro timbro. Poi tutti
lì in curva, nella gabbia, nel settore, da dove non vedi
certo il modulo, ma è uno spettacolo.
Lentusiasmo avanza, la tensione sale. Ma come si fa ad andare
in tribuna? Il Cosenza non è solo una squadra, una partita
di calcio, ma è una scelta, uno stile di vita, una sciarpa
al collo sette giorni su sette, un red blù tour lungo una
vita.
La domenica
correggo,
si, una volta di domenica, ora
è il sabato, <<by nigth>>. Ma cosa cambia? Nulla,
se non che anche noi cominciamo un giorno prima. Dinverno
farà più freddo, destate meno caldo, ma chi
se ne è mai accorto? Ti rimbalza tutto addosso. Novanta minuti
che durano una vita, una vita per novanta minuti,
..e poi
di nuovo. Una sigaretta dopo laltra come un rito, due nei
minuti di recupero, mentre continui ad imprecare contro un orologio.
Il profumo del rettangolo verde ed il suo prato, distesa naturale
dallaroma casereccio come solo da noi, prodotto tipico calabrese,
come tanti, anche il pallone sembra frastornato, incontrollato,
una rete che si gonfia sino ad esplodere, le mani verso il cielo,
il cuore i gola, le urla tra le nuvole che il vento porta a spasso
per lo spazio. I ragazzi corrono verso la curva e mamma curva sembra
abbracciarli tutti. Si lotta sino allo spasimo. Si oltrepassa la
soglia del dolore. Comunque vada si applaude. Vinciamo anche quando
si perde. La curva, laboratorio di forti impulsi, di sproporzionati
stimoli, capodanno e carnevale domenicale quotidiano. Quaggiù
in curva le mani tagliano laria e scandiscono i cori.
Si canta, si salta, si balla, si trattiene il fiato: sembriamo in
centomila, forse anche di più. Cori, urla, immagini e colori
confondono la mente ed i pensieri. La curva: incontri, occhiate,
sguardi, odori. Stupefacentemente curva, tribù di sognatori.
Spesso, per via più che dei tam tam dei tamburi, quanto dei
segnali di fumo, diventa nido di innumerevoli colombi: qualcuno
è volato lassù ma continua ad esultare e a gioire
insieme a noi.
Il Cosenza lo sento mio, sento che mi appartiene, va al di là
di tutto, al di sopra di tutto, il cuore non ti tradisce mai ed
il cuore regala emozioni, a raffica, ad oltranza, le emozioni coltivano
i sogni, ma come fai a realizzarli se non sogni? E poi un bel giorno
allimprovviso, a forza di crederci e di rincorrerli, finisce
che apri gli occhi e ti accorgi che, tra le pagine ingiallite ed
impolverate di un vecchio libro chiuso in cantina dal 1914, tra
i personaggi di quella meravigliosa fiaba, ci sei anche tu. Per
ora i miei occhi li richiudo e continuo a sognare, ma spero davvero
di vivere una vita insonne!
Santino
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