Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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per le strade di Cosenza nr 10 del 5 ottobre 2002
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Le avventure di "Zio Bru"

A spasso nella valle

È un passeggiatore nato. Le sue camminate fra Cosenza e dintorni lo hanno condotto di recente a Contrada Rocchi di Rende dove ha trovato una struttura dedita al trattamento di legna finalizzata da diversi decenni a bruciare biomasse per trasferire l’energia prodotta alle industrie del nord, piuttosto che essere indirizzata alla trasformazione manufatturiera che potrebbe essere una buona risorsa per il nostro territorio.
Lo zio Bru attonito si chiede: “Ma cchi ninn’amu i fà i su cessu i mmerda sunn’i porta buanu e fra l’atru puzza?”
Lo zio Bru vede tanta gente piena di rabbia raccolta in assemblea permanente. I lavoratori della Legnochimica di Contrada Rocchi di Rende hanno occupato la fabbrica; la tensione è alta. Lo zio Bru chiede ad un lavoratore le ragioni della protesta. Quest’ultimo risponde: “Su oltri vint’anni ca fatigu ca, mianzu a gas tossici e machinari pericolosi e mo ninni vuannu mannà senza ni dà nu lavuru buanu e pulitu, ni vuannu fa mora d’a fami”.
Lo zio Bru ribadisce che questo mostro puzza e non va difeso, semmai vanno difesi i posti di lavoro di 120 padri di famiglia. Il lavoratore ribatte: “Umminni frica nenti da legnochimica, li puannu puru chiavà fuacu, abbasta ca ni dunanu na fatiga dignitosa ari stessi condizioni i salariu”.
Lo zio Bru solidarizza con loro e viene a sapere che forse i proprietari della Legnochimica Misasi, Battaglia e Pellicori si sono incontrati, insieme al direttore dell’Assindustria Branda, con gli assessori regionali Gentile e Mangialavori in un tavolo di trattative separato rispetto a quello che hanno indetto i rappresentanti sindacali Vladimiro Sacco (Cgil), Paolo Tramonti (Cisl) e Antonio Lento (Uil) con gli stessi rappresentanti regionali.
Lo zio Bru sconcertato dal metodo con cui vengono condotte le trattative chiede al lavoratore pensieroso: “E cchi v’hannu rispusu?”
“Ca forsi...ca pù!!!”, dice il lavoratore malinconico e stanco.
Lo zio Bru lo rincuora dicendogli che non deve avvicinarsi, semmai arrabbiarsi e lottare per avere un posto dignitoso, degno di questo nome; che la Legnochimica scompaia pure; l’importante è che questo passaggio non avvenga sulla pelle dei lavoratori...tanto lo zio Bru se scoprirà fra qualche anno che Principe (Rende) e Catizone (Cosenza) o chi per loro, si stringeranno la mano nel medesimo punto in cui sorgeva la Legnochimica per festeggiare la realizzata metropolitana leggera, continuerà, da passeggiatore nato, scrollando le spalle, a camminare con la sua solita andatura.

Ernesto del Gramnatour 02/03

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