Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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colpi di tacco nr 10 del 5 ottobre 2002
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Di calcio e pay tv

Il L’argomento era troppo ghiotto per non usarlo come apertura di questa nuova rubrica. I diritti televisivi. Tam Tam ha sempre avuto idee chiare sull’argomento. Dal ‘93, quando con l’anticipo di serie B inizò l’era del campionato di calcio in diretta, passando per il ‘99 (da allora le squadre hanno iniziato a trattare i diritti TV singolarmente), fino ad oggi, il calcio in Italia è sensibilmente peggiorato.
Innanzitutto come qualità. Al punto che sia le pay-tv che la Rai hanno tirato al ribasso. Il "prodotto calcio", come lo definisce Galliani (la cui zucca ha partorito l’idea di giocare qualche partita all’estero... mah!), non attira più come 10 o 15 anni fa. I campioni vanno altrove. E’ emigrato Zidane. Giocatori come Rivaldo sbarcano per chiudere la carriera. Con contratti sontuosi. Il campionato più bello del mondo è in Spagna. Forse, in Inghilterra. Qui, no di sicuro. Le pay hanno sommerso di soldi (tutte) le società di A e B. Le quali, saggiamente, hanno sperato che la cuccagna durasse in eterno. Hanno speso più del dovuto. Si trovano, ora, con i conti in rosso. E, per quanto si dica che, essendosi iscritte tutte meno che una (la Fiorentina), hanno tutte bilanci sani, non é vero. Mi piacerebbe sapere come hanno fatto 8 società sull’orlo della crisi (tra cui Genoa, Lazio e Messina) a iscriversi regolarmente. E perché a Cragnotti é consentito acquistare giocatori (come Stam) e non pagarli. Ha pagato dazio (almeno) la Fiorentina. Ma le altre?
I conti non tornano. E allora 11 squadre "ribelli", guidate da Corioni e Ruggeri, creano un nuovo polo televisivo. In sostanza, l’idea era fare una nuova pay che trasmetta le partite di queste 11 squadre. Alla fine, si accontentano delle briciole dei club di vertice. Bella storia. A parte il fatto che mi affascina quest'idea di "ribellione". 11 patron miliardari, in cerca di sanare bilanci in rosso: ribelli. Sarà. Ma io, i ribelli, li ho sempre immaginati squattrinati. E poi é curioso seguire questo ragionamento: PMT non é mai esistita. E' stato un tentativo (ridicolo, peraltro) di avere qualche spicciolo. E i grandi club hanno mangiato la foglia. Ci sono, infatti, una serie di verità. Le società difficilmente possono fare a meno del calcio criptato. E le pay (e la stessa Rai) hanno bisogno del calcio. Anche di un brutto calcio. Probabile che, tra 12 mesi (anche prima, forse) saremo al punto di partenza. Bilanci allegri, il tira e molla per i diritti televisivi. Con un finale ormai classico: un solo capro espiatorio e un gentlemen’s agreement di comodo. Altra verità: il baraccone si é retto ugualmente. Mi piace il paragone e lo faccio: pensate alla politica. E’appena trascorsa un’estate climaticamente disastrosa. Colture distrutte. Raccolti inconsistenti. Il che (Ë evidente) introduce un autunno di rincari. C’è l’aumento dei prezzi per l’euro (secondo alcuni, che evidentemente mandano la colf a fare la spesa, l’aumento non c’è stato). All’ordine del giorno del primo Consiglio dei Ministri c’era l’ormai celebre "legittimo sospetto". Questo governo ha una grande dote: l'originalità.
Il calcio vive la crisi più nera degli ultimi 20 anni. Crisi economica: squadre importanti che rischiano di scomparire (vedi il Genoa) e altre già scomparse. Crisi morale: chi avrebbe mai pensato che, negli ‘80, Dino Viola, se contestato dai tifosi, avrebbe venduto la Roma per comprare il Milan? Oggi, ecco spuntare Zamparini (che non si rivolti Viola nella tomba per l’accostamento). Ma il vero problema sono i diritti televisivi. Che fino a 10 anni fa non esistevano neanche (c’erano i 55 milioni di euro della Rai). E oggi sembrano indispensabili. E, forse, non lo sono.

noel1982@hotmail.com

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