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La
squadra c'é (il pregetto forse)
Due
belle vittorie. Poi, sconfitta al Ferraris. Ma a Sala & c. serve
fiducia. E soprattutto tranquillità
Sia
benedetta questa sconfitta! Magari mi prenderete per matto. Ma perdere
a Genova (poi dicono che la cabala non conta: avessimo vinto una
volta a Marassi...) potrebbe averci anche fatto bene.
Innanzitutto questo Cosenza ha qualche somiglianza con quello della
gestione Mutti. Il buon Bortolo, in due anni, con una società
poco propensa a programmare (oscura parola per i vertici di via
Bendicenti), riuscì a tirare fuori un progetto interessante.
E sfiorò il bersaglio grosso. I rossoblù di Sala hanno
il carattere di quella squadra. Andate a rivedere le partite contro
Vicenza e Napoli. Vi accorgerete di un 11 mai domo. Che rincorre
ogni pallone. Che, passato in svantaggio, attacca con convinzione.
E, se raggiunto, non esita ad assediare l'avversario nella sua metàcampo.
Assolutamente, segnali positivi.
Tutt'altra musica rispetto allo sciagurato avvio di un anno fa.
Lo so. Lo scorso anno ho detto peste e corna di Sala. Vedendo il
suo Cagliari in campo, onestamente, mi venne da mettere le mani
ai capelli. Neanche l'ombra di un gioco. E devo dire che neanche
a Siena (contro il Cosenza), nonostante la vittoria, avevo trovato
riscontro dei tanti "osanna" della stampa nazionale. Poi,
quest'estate, l'ho visto lavorare. Ho seguito le varie conferenze
stampa. E ho dovuto ricredermi. Forse Sala non passerà alla
storia come il miglior tecnico della storia rossoblù. Ma,
di sicuro, non è qui solo per svernare. Cosenza é
per lui l'ultimo trampolino di (ri)lancio. Passato questo tram nel
peggiore dei modi, Sala si ritroverà con un radioso futuro
su panchine di C1 e C2. E siccome lo sa benissimo, sta lavorando
sodo.
La squadra. Bene hanno fatto a ripulire quel vergognoso organico
della scorsa stagione. Per referenze, chiedere a Ferrara: la Spal
naviga nelle gloriose acque degli ultimi posti della C1.
Il lato positivo è: tanti giovani. Mai tanti in una volta,
dagli anni '90, forse. Agliardi deve crescere (ma crescerà).
Lanzaro ha sicurezza ed esperienza (e la Juve voleva inserirlo nell'affare
Davids). Consonni e Cardinale giovani non sono; non vanno neanche
per la pensione. Ma hanno molto da dimostrare. Le riconferme di
Antonelli ed Edusei (speriamo definitive) sono una delle note più
liete. E l'arrivo in attacco di gente come Catania dimostra che
c'è un velato tentativo di investire proprio sulle motivazioni
di gente affamata.
Capitolo Alteri. Conservate questo numero: poi, ne riparliamo a
fine campionato. Secondo me, é forte. Senza esagerare, mi
ricorda il giovane Lucarelli. Ha dei piedi ottimi. E' prezioso in
appoggio. Sa giocare di testa. Se gioca con continuità, fa
almeno 10 gol. In alternativa, è arrivato Guidoni. Sicuramente
più forte di Zampagna. Che, comunque, saluto con tanta nostalgia.
Allora, perchè è stato bene perdere? Perchè
si. Dopo due vittorie importanti, una terza (contro una squadra
che andrà in A) avrebbe esaltato troppo l'ambiente. Cosenza
(come città) ha bisogno di tranquillità, ora come
ora. Se la piazza si surriscalda presto, finisce come due anni fa.
Già dopo la vittoria contro il Napoli, qualcuno parlava di
promozione. Fatela finita, per favore. Sognate in silenzio, se proprio
vi viene difficile essere realisti... Chi andrà in A, invece?
Dico la Samp (scommetto che c'è qualcuno che dice: "bella
scoperta!"). Non tanto per l'organico. Quanto perchè
in panchina siede uno dei migliori tecnici d'Italia. "Monzon"
Novellino è una garanzia. Sugli altri nomi, sono ampiamente
indeciso. Forse, il Lecce e il Bari hanno qualche chance in più
delle altre. Non punterei un centesimo su Napoli e Salernitana.
Paradossalmente, credo più in Zeman che in Colomba. Palermo:
c'è in me la fiducia che quel matto di Zamparini stia sbagliando
tutto. Dopo aver allestito una squadra faraonica, l'ha messa in
mano, in sequenza, a due tecnici, uno più sbagliato dell'altro.
Qualcosa mi porta a credere, invece, che i fratelli anconetani siano
in grado di fare un buon campionato. E che c'è da stare attenti
al Livorno. Donadoni sa il fatto suo.Per cui, al momento, una sola
favoritissima (la Samp), due gregari (Bari e Lecce) e due possibili
sorprese (Ancona e Livorno). Attilio Perotti oggi porta il suo Bari,
per la seconda volta in due mesi, in riva al Crati. Difficile che
ripeta l'exploit di agosto. Quando dominò la partita. Oggi
il Cosenza è un pò più forte. Ma deve crescere.
Per il momento, basti questa certezza: la squadra c'é. Il
progetto, forse.
Andrea
Marotta
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