Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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a duminica era du' palluni nr 10 del 5 ottobre 2002
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La squadra c'é (il pregetto forse)

Due belle vittorie. Poi, sconfitta al Ferraris. Ma a Sala & c. serve fiducia. E soprattutto tranquillità

Sia benedetta questa sconfitta! Magari mi prenderete per matto. Ma perdere a Genova (poi dicono che la cabala non conta: avessimo vinto una volta a Marassi...) potrebbe averci anche fatto bene.
Innanzitutto questo Cosenza ha qualche somiglianza con quello della gestione Mutti. Il buon Bortolo, in due anni, con una società poco propensa a programmare (oscura parola per i vertici di via Bendicenti), riuscì a tirare fuori un progetto interessante. E sfiorò il bersaglio grosso. I rossoblù di Sala hanno il carattere di quella squadra. Andate a rivedere le partite contro Vicenza e Napoli. Vi accorgerete di un 11 mai domo. Che rincorre ogni pallone. Che, passato in svantaggio, attacca con convinzione. E, se raggiunto, non esita ad assediare l'avversario nella sua metàcampo. Assolutamente, segnali positivi.
Tutt'altra musica rispetto allo sciagurato avvio di un anno fa.
Lo so. Lo scorso anno ho detto peste e corna di Sala. Vedendo il suo Cagliari in campo, onestamente, mi venne da mettere le mani ai capelli. Neanche l'ombra di un gioco. E devo dire che neanche a Siena (contro il Cosenza), nonostante la vittoria, avevo trovato riscontro dei tanti "osanna" della stampa nazionale. Poi, quest'estate, l'ho visto lavorare. Ho seguito le varie conferenze stampa. E ho dovuto ricredermi. Forse Sala non passerà alla storia come il miglior tecnico della storia rossoblù. Ma, di sicuro, non è qui solo per svernare. Cosenza é per lui l'ultimo trampolino di (ri)lancio. Passato questo tram nel peggiore dei modi, Sala si ritroverà con un radioso futuro su panchine di C1 e C2. E siccome lo sa benissimo, sta lavorando sodo.
La squadra. Bene hanno fatto a ripulire quel vergognoso organico della scorsa stagione. Per referenze, chiedere a Ferrara: la Spal naviga nelle gloriose acque degli ultimi posti della C1.
Il lato positivo è: tanti giovani. Mai tanti in una volta, dagli anni '90, forse. Agliardi deve crescere (ma crescerà). Lanzaro ha sicurezza ed esperienza (e la Juve voleva inserirlo nell'affare Davids). Consonni e Cardinale giovani non sono; non vanno neanche per la pensione. Ma hanno molto da dimostrare. Le riconferme di Antonelli ed Edusei (speriamo definitive) sono una delle note più liete. E l'arrivo in attacco di gente come Catania dimostra che c'è un velato tentativo di investire proprio sulle motivazioni di gente affamata.
Capitolo Alteri. Conservate questo numero: poi, ne riparliamo a fine campionato. Secondo me, é forte. Senza esagerare, mi ricorda il giovane Lucarelli. Ha dei piedi ottimi. E' prezioso in appoggio. Sa giocare di testa. Se gioca con continuità, fa almeno 10 gol. In alternativa, è arrivato Guidoni. Sicuramente più forte di Zampagna. Che, comunque, saluto con tanta nostalgia.
Allora, perchè è stato bene perdere? Perchè si. Dopo due vittorie importanti, una terza (contro una squadra che andrà in A) avrebbe esaltato troppo l'ambiente. Cosenza (come città) ha bisogno di tranquillità, ora come ora. Se la piazza si surriscalda presto, finisce come due anni fa. Già dopo la vittoria contro il Napoli, qualcuno parlava di promozione. Fatela finita, per favore. Sognate in silenzio, se proprio vi viene difficile essere realisti... Chi andrà in A, invece? Dico la Samp (scommetto che c'è qualcuno che dice: "bella scoperta!"). Non tanto per l'organico. Quanto perchè in panchina siede uno dei migliori tecnici d'Italia. "Monzon" Novellino è una garanzia. Sugli altri nomi, sono ampiamente indeciso. Forse, il Lecce e il Bari hanno qualche chance in più delle altre. Non punterei un centesimo su Napoli e Salernitana. Paradossalmente, credo più in Zeman che in Colomba. Palermo: c'è in me la fiducia che quel matto di Zamparini stia sbagliando tutto. Dopo aver allestito una squadra faraonica, l'ha messa in mano, in sequenza, a due tecnici, uno più sbagliato dell'altro. Qualcosa mi porta a credere, invece, che i fratelli anconetani siano in grado di fare un buon campionato. E che c'è da stare attenti al Livorno. Donadoni sa il fatto suo.Per cui, al momento, una sola favoritissima (la Samp), due gregari (Bari e Lecce) e due possibili sorprese (Ancona e Livorno). Attilio Perotti oggi porta il suo Bari, per la seconda volta in due mesi, in riva al Crati. Difficile che ripeta l'exploit di agosto. Quando dominò la partita. Oggi il Cosenza è un pò più forte. Ma deve crescere. Per il momento, basti questa certezza: la squadra c'é. Il progetto, forse.

Andrea Marotta

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