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Frequenze
disturbate
Sicuramente
tra i principali dei festival rock in Italia
Frequenze
Disturbateanche questanno, ha fatto convenire ad Urbino
, migliaia di giovani provenienti da ogni parte della penisola.
Anticipato come negli ultimi anni dalla rassegna Territorio
Musicale e da Notturno Musicale premio Alessandro
Antonelli, Frequenze Disturbate presentava il miglior
cast di sempre, grazie alla presenza di artisti del calibro di Mark
Lanegan, Giant Sand, Mogway, One Dimensional Man e Afterhours.
Prima di addentrarci nel dettaglio delle tre serate de festival,
è doveroso parlare di questo godibile antipasto offerto nei
giorni precedenti. Ideato dal cosentino Stefano Mauro Territorio
Musicale è una vetrina itinerante per artisti emergenti,
autoprodotti ed esordienti, che si snoda in diverse date nella provincia
di Pesaro e Urbino, portando alla ribalta gruppi alle prime esibizioni,
accanto ad artisti che hanno una o più prove discografiche
alle spalle. La data di Urbino era particolarmente interessante
perché segnava il ritorno sulle scene di Marco Sanchioni.
Il musicista di Fano ha convinto pienamente nella riproposizione
live dei brani del cd Mite pubblicato da pochi mesi
dalla PmA. A seguire le trame strumentali in fascinoso stile post
rock degli Ultra Violet Make Me Sick, band che farà parlare
molto di se in un prossimo futuro.
Notturno Musicale è invece un concorso che ha
visto selezionati da una giuria di alta qualità, cinque gruppi
sui cinquanta presentatisi per questa seconda edizione. Alla fine
hanno prevalso gli urbinati Mollybeth, i quali hanno vinto un premio
in denaro e la possibilità di registrare un disco desordio.
Anche in questa rassegna era previsto un concerto di un gruppo ospite,
preludio allapertura di F.D. Cesare Basile ha incantato il
pubblico presente, miscelando rock dautore e vigoria punk.
Poi dal 1 agosto tutti ad attendere i suoni di FD. La prima serata
è stata aperta dai veneti One Dimensional Man, senza ombra
di dubbio la migliore live band italiana. Il trio ha sin dalle prime
note devastato lambiente, con un noise blues di grande efficacia.
Ci sarebbe già da essere soddisfatti se non fosse che il
cartellone proponeva a seguire una delle maggiori band di culto
dellunderground americano: Giant Sand. La band di Howe Gelb,
presente al gran completo anche con i due Calexico, John Convertino
e Joey Burns, ha catturato linteresse degli spettatori con
larte di un suono che concede poco al rock inteso in senso
convenzionale, pur essendone permeato in toto. A seguire sul palco
della fortezza Albornoz salgono gli Afterhours. Al contrario delle
prime date del tour, svolto insieme ai Mercuri Rev, Manuel Agnelli
e compagni hanno mostrato una maggiore coesione, gli arrangiamenti
live dei brani dellultimo album sono apparsi efficaci, soprattutto
quando hanno mostrato un piglio più rock. Al termine della
prima giornata, ancora un concerto, proposto nella splendida cornice
del convento di S. Chiara al cui interno è insito un giardino
a balconata che domina tutta la valle sottostante la città
di Urbino. Thalia Zedek è stata la protagonista di un affascinante
concerto per chitarra elettrica e violoncello, durante il quale
ha proposto i brani del suo primo album solista Been Here
And Gone. Sul finire del concerto sono intervenuti i Giant
Sand ed insieme hanno dato vita ad un mini set incentrato su alcune
covers del repertorio di Velvet Underground, X ecc.
La proposta italiana che ha aperto la seconda giornata, ha visto
protagonisti i varesini Midwest, giovanissimo quartetto che propone
un post rock rurale che ha lasciato a bocca aperta per lintensità
e lottima fattura delle canzoni. Meno convincente è
apparsa invece Dot Allison, vocalist tra le più apprezzate
della scena britannica, che ha proposto una miscela di suoni e campioni
che rimandavano un po troppo alle sonorità elettropop
di band come i New Order. Ma il pubblico presente ha avuto modo
di rifarsi con quello che era il concerto più atteso di questa
edizione di F.D., vale a dire quello di Mark Lanegan. Anche lex
Screaming Trees è arrivato ad Urbino, come tutti gli artisti
stranieri, per un concerto unico, unico come la sua voce, unico
come il carisma emanato. Un Lanegan sempre più vicino a Tom
Waits, ha offerto un set di straordinaria intensità. Con
la certezza di avere assistito ad un evento, ci si sposta al convento
di S. Chiara dove Emidio Clementi presenta La Notte del Fratello
lettura di alcuni passi del suo libro alla maniera dei radiodramma,
accompagnato dalle musiche prodotte da Massimo Carozzi. A notte
fonda sarebbe il caso di andare a letto, ma stranamente gran parte
del pubblico non si muove. Il tam tam aveva annunciato un concerto
a sorpresa dei Calexico, ed in effetti dopo poco Joey Burns appare
sul palcoscenico con il suo contrabbasso. Ma al posto di Convertino
arriva Howe Gelb ad intrattenere il pubblico con circa 50 minuti
di canzoni, gags, piccoli racconti, per un fuori programma da brividi
(cè stato anche il tempo per recuperare un brano dannata
come Valley Of Rain).
La terza ed ultima giornata, si è aperta con il set di una
delle più apprezzate giovani band italiane, Jennifer Gentle.
Pop obliquo, psichedelico, canzoni brevi ed intense accoppiate nel
finale da una lunga suite ricca di distorsioni che ha mandato in
visibilio il pubblico, preparando il terreno agli inglesi Ikara
Colt. Con uno sguardo rivolto verso i Rolling Stones, la carica
selvaggia dei gruppi punk, il quartetto britannico ha saputo tenere
bene il palco grazie ad un suono ruvido ed un front man capace di
scatenare gli entusiasmi, con i tuffi tra la folla. Poi il gran
finale con gli scozzesi Mogway. Alfieri del post rock inglese, hanno
messo in scena tutto il campionario del loro immaginario sonoro
fatto di passaggi struggenti e malinconici, sui quali si innestano
massicce dosi di rumorosità, atti ad evocare scenari psichedelici,
dove la forma canzone, apparentemente non sembra esistere. I cinque
musicisti sembrano viaggiare su linee musicali completamente slegate
le une dalle altre, creando nello stesso tempo un suono unico che
ha del sublime. Sono sembra ombra di dubbio uno dei migliori gruppi
in circolazione, ed i loro concerti confermano tutto il talento
che emerge dai solchi dei loro dischi: semplicemente fantastici.
A fine serata, mentre i Djs della Rough Trade inondano larea
concerti con le loro selezioni, è tempo di salutare amici
vecchi e nuovi, e darsi appuntamento al prossimo anno.
Eliseno
Sposato
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