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Un
moderato disordine
E chi
lavrebbe il tempo di andare a lavoro se il Cosenza andasse
in serie A?- Lo disse con una faccia seria come quella della statua
di bronzo sotto la quale stavano seduti. Era il monumento ai caduti:
un bersagliere col braccio proteso in avanti e il dito indice che
puntava chissà dove. Non avevano fumato più del solito
e gli altri tre o quattro che erano con lui lo guardarono sollevando
la testa e storcendola un po, con unespressione che
più o meno voleva dire questo è scemo.
Lui fece finta di niente e cominciò a giocherellare con le
chiavi. Parlava e fissava la punta delle sue scarpe. I piedi erano
paralleli e le gambe divaricate, i jeans smisuratamente larghi e
lunghi. E dovrei lasciare Anna aggiunse sarebbe
incompatibile un campionato di serie A con una relazione sentimentale
sofferta Gli altri si guardarono stupiti e quello che stava
seduto accanto a lui ne accese una grassoccia e stortarella, sbuffò
un po di fumo e disse Stai bene sì? - Lui rispose
che stava benissimo e che non cera niente di più logico
che ritenere che il riciclaggio dei rifiuti fosse incompatibile
con la vigilia, per esempio, di Cosenza- Milan. Come potrò
- disse - passare le ore a suddividere bottiglie di plastica sporche
da lattine schiacciate, pensando alla Juventus al S.Vito. Fino a
quando viene la Salernitana... la vedo più compatibile col
mettere le mani nei rifiuti... - A quel punto gli altri risero e
lui continuò E la mia ragazza la devo lasciare, non
ci sono storie. Quella mi chiede sempre se lei è la cosa
che amo di più e per adesso riesco a far finta di niente
ma se il Cosenza va in serie A, ragazzi, la prima volta che me lo
chiederà dovrò informarla che le domande idiote non
sono ammesse quando i naviga nella massima serie -
I ragazzi applaudirono. Lui era un fiume in piena. Disse a quello
che gli stava accanto di passare quella cosa indegna che stava fumando
e che se si fosse andati in serie A avrebbe dovuto impara a rullare,
che quelle storture gobbe non erano proponibili nella première.-
Poi si appropriò della cosa indegna e diede qualche boccata
intensa, salì con un balzo sulla statua del bersagliere e
prese la posa tipica del condottiero - E poi sentenziò
se andiamo in A, bisognerà rendere questa città
più allegra, più luci, più colori tuttintorno,
bisognerà ripulire le strade, restaurare i monumenti... (
e diede una pacca sul cappello del bersagliere) creare spazi daggregazione
che non costino un accidente, istituire il salario garantito ed
abolire la televisione e i partiti politici. Sono delle sciocchezze
in fondo. - Era il suo momento. Con unespressione divertita
dipinta sul volto disse - scusate una notizia dellultimora-
e avvicinò il suo orecchio alla bocca del bersagliere statua
-ecco! urlò mi dicono che la serie A è
da quella parte... Andiamo! - e prese la stessa posizione del bersagliere,
esattamente di fianco a lui, le gambe ben piantate in terra, lo
sguardo fiero dritto in avanti, il braccio puntato col dito teso
verso.... - la vedo! - disse - ...la vedo, è da quella parte!
Fu a quel punto che una volante accostò al margine
della piazza. Tre agenti incuriositi scesero senza fretta e si avvicinarono
a loro. Che state facendo qua e tu che fai là sopra
scendi.- disse uno degli agenti dateci i documenti
Ognuno mise mano al suo portafogli e uno degli agenti raccolse il
tutto e andò in macchina.- Ma che stavi facendo là
sopra?- chiese un altro agente.
- Ero curioso disse lui
- Curioso?-
- Si, questa statua è qui da quando ero bambino e non ho
mai capito cosa indichi con quel dito.-
- E adesso scommetto che lhai capito- chiese lagente
che lavoro fai?-
- Sono in cima alla catena,- disse lui - il mondo produce rifiuti,
io li riordino e li rispedisco al mondo-
- Tu parli troppo bene per essere uno spazzino..-
- Non sono uno spazzino, riciclo rifiuti, faccio in modo che il
mondo sopravviva a se stesso. Le plastiche di qua il vetro di là
e via così...e tutto è pronto per essere consumato
ancora....
- Io non so cosa fumate, ma vi fa male- disse lagente - vi
fa davvero male -.
Appena gli agenti furono lontani lui riprese il suo posto al fianco
del bersagliere statua gli passò un braccio attorno alla
spalla e prese a coccolarlo... Non aver paura amico, non
sarai più solo, è una vita che indichi la strada e
nessuno ti capisce. Sai, adesso ci sono qua io e la vedo...caspita
se la vedo, è da quella parte!!! Ecco cosa ci mostravi! Caspita,
quando sarà nostra non ci saranno più le patenti e
le carte didentità e nemmeno la pretesa di un ordine
pubblico sarà più attuale, ma ci accontenteremo di
un moderato disordine, rispettoso magari, della privacy e della
libertà di autodeterminazione. La vedo! Caspita se la vedo!-
disse e puntò il dito lontano, giurando che cera.
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