Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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culti e culture nr 10 del 5 ottobre 2002
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Un moderato disordine

E chi l’avrebbe il tempo di andare a lavoro se il Cosenza andasse in serie A?- Lo disse con una faccia seria come quella della statua di bronzo sotto la quale stavano seduti. Era il monumento ai caduti: un bersagliere col braccio proteso in avanti e il dito indice che puntava chissà dove. Non avevano fumato più del solito e gli altri tre o quattro che erano con lui lo guardarono sollevando la testa e storcendola un po’, con un’espressione che più o meno voleva dire “questo è scemo”. Lui fece finta di niente e cominciò a giocherellare con le chiavi. Parlava e fissava la punta delle sue scarpe. I piedi erano paralleli e le gambe divaricate, i jeans smisuratamente larghi e lunghi. – E dovrei lasciare Anna – aggiunse – sarebbe incompatibile un campionato di serie A con una relazione sentimentale sofferta – Gli altri si guardarono stupiti e quello che stava seduto accanto a lui ne accese una grassoccia e stortarella, sbuffò un po’ di fumo e disse – Stai bene sì? - Lui rispose che stava benissimo e che non c’era niente di più logico che ritenere che il riciclaggio dei rifiuti fosse incompatibile con la vigilia, per esempio, di Cosenza- Milan. – Come potrò - disse - passare le ore a suddividere bottiglie di plastica sporche da lattine schiacciate, pensando alla Juventus al S.Vito. Fino a quando viene la Salernitana... la vedo più compatibile col mettere le mani nei rifiuti... - A quel punto gli altri risero e lui continuò – E la mia ragazza la devo lasciare, non ci sono storie. Quella mi chiede sempre se lei è la cosa che amo di più e per adesso riesco a far finta di niente ma se il Cosenza va in serie A, ragazzi, la prima volta che me lo chiederà dovrò informarla che le domande idiote non sono ammesse quando i naviga nella massima serie -
I ragazzi applaudirono. Lui era un fiume in piena. Disse a quello che gli stava accanto di passare quella cosa indegna che stava fumando e che se si fosse andati in serie A avrebbe dovuto impara a rullare, che quelle storture gobbe non erano proponibili nella première.- Poi si appropriò della cosa indegna e diede qualche boccata intensa, salì con un balzo sulla statua del bersagliere e prese la posa tipica del condottiero - E poi – sentenziò – se andiamo in A, bisognerà rendere questa città più allegra, più luci, più colori tutt’intorno, bisognerà ripulire le strade, restaurare i monumenti... ( e diede una pacca sul cappello del bersagliere) creare spazi d’aggregazione che non costino un accidente, istituire il salario garantito ed abolire la televisione e i partiti politici. Sono delle sciocchezze in fondo. - Era il suo momento. Con un’espressione divertita dipinta sul volto disse - scusate una notizia dell’ultim’ora- e avvicinò il suo orecchio alla bocca del bersagliere statua -ecco! – urlò – mi dicono che la serie A è da quella parte... Andiamo! - e prese la stessa posizione del bersagliere, esattamente di fianco a lui, le gambe ben piantate in terra, lo sguardo fiero dritto in avanti, il braccio puntato col dito teso verso.... - la vedo! - disse - ...la vedo, è da quella parte! – Fu a quel punto che una volante accostò al margine della piazza. Tre agenti incuriositi scesero senza fretta e si avvicinarono a loro. – Che state facendo qua e tu che fai là sopra scendi.- disse uno degli agenti – dateci i documenti – Ognuno mise mano al suo portafogli e uno degli agenti raccolse il tutto e andò in macchina.- Ma che stavi facendo là sopra?- chiese un altro agente.
- Ero curioso – disse lui
- Curioso?-
- Si, questa statua è qui da quando ero bambino e non ho mai capito cosa indichi con quel dito.-
- E adesso scommetto che l’hai capito- chiese l’agente – che lavoro fai?-
- Sono in cima alla catena,- disse lui - il mondo produce rifiuti, io li riordino e li rispedisco al mondo-
- Tu parli troppo bene per essere uno spazzino..-
- Non sono uno spazzino, riciclo rifiuti, faccio in modo che il mondo sopravviva a se stesso. Le plastiche di qua il vetro di là e via così...e tutto è pronto per essere consumato ancora.... –
- Io non so cosa fumate, ma vi fa male- disse l’agente - vi fa davvero male -.
Appena gli agenti furono lontani lui riprese il suo posto al fianco del bersagliere statua gli passò un braccio attorno alla spalla e prese a coccolarlo... – Non aver paura amico, non sarai più solo, è una vita che indichi la strada e nessuno ti capisce. Sai, adesso ci sono qua io e la vedo...caspita se la vedo, è da quella parte!!! Ecco cosa ci mostravi! Caspita, quando sarà nostra non ci saranno più le patenti e le carte d’identità e nemmeno la pretesa di un ordine pubblico sarà più attuale, ma ci accontenteremo di un moderato disordine, rispettoso magari, della privacy e della libertà di autodeterminazione. La vedo! Caspita se la vedo!- disse e puntò il dito lontano, giurando che c’era.

Silviostellato

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