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Basta
poco, chi cci vo?!
Una
pagina bianca. Forse, la scelta migliore sarebbe quella di non riempire
il foglio. Lasciare che ognuno di voi scriva da sé, nella
propria mente, leditoriale di Tam Tam del 22 aprile 2001.
Da questo spicchio di stadio, dai gradini della Sud, ne siamo consapevoli
tutti: ci stiamo divertendo, come mai prima dora.
Negli ultimi 15 giorni, abbiamo vissuto in sintesi tutta la stagione.
Successi incredibili si accavallano a profonde delusioni. Piccole
e giuste vendette, incrociano il nostro senso di impotenza di fronte
a nemici più forti. La sconfitta contro il Cagliari, il gavettone
ridicolizzante ai cagliaritani, il trionfo di Salerno, laggressione
da parte degli sbirri salernitani. Una stagione agrodolce, bagnata
dalla pioggia e da una buona dose di fortuna. È così
che ricorderemo lannata 2000-2001. Indipendentemente dal risultato
finale. E sì, perché è inutile far finta di
niente: soddisfazioni calcistiche come quelle dellultimo semestre
non le vivevamo dai tempi di Bruno Giorgi. Espugnare stadi come
lEuganeo e lArechi, abbattere corazzate costruite per
solcare loceAno. Ma chi lo avrebbe mai detto? Ed è
paradossale che tutto ciò avvenga proprio nel momento di
maggior debolezza della storia del Cosenza Calcio.
Una società allo sbando, una tifoseria scettica e indifferente,
un ambiente turbato da interessi contrapposti. Eppure, basterebbe
un po di convinzione, magari qualche volto più pulito
e sereno per trascinare la squadra verso il traguardo. Immaginate
cosa diventerebbe il San Vito se nelle prossime quattro gare casalinghe
fosse gremito di pubblico. Uno spettacolo. Sarebbe una spinta fortissima.
Così pure, se solo i cosentini la smettessero di andare allo
stadio come se andassero a teatro
se questa città recuperasse
una briciola di quel costume popolare che in passato la faceva essere
più mediterranea e meno imbalsamata in un pudore padano.
Se tutti ci credessimo, con il cuore, come abbiamo fatto sabato
scorso a Salerno, allora forse potremmo già cominciare a
pensare alla spedizione di Torino, al Delle Alpi, in
10mila, nella penultima fatica di questo pazzesco campionato.
Un fiume rossoblù che attraversa ancora una volta lItalia.
Ve lo immaginate?
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