Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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posta nr 18 del 16 dicembre 2001
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Riceviamo e pubblichiamo

Dibattito con Tom Behan di Globalise Resistance
Guerra, repressione e movimenti

II dopo Bertinotti si fa sentire ancora: dopo la partecipata manifestazione di sabato scorso, il Cosenza Social Forum, sull'onda dell'entusiasmo che anima gli animi di politicanti e cani sciolti cosentini e no, ha organizzato qualche settimana fa’, presso la "Casa delle Culture", un dibattito incentrato sul tema della guerra, del terrorismo, delle conseguenze della globalizzazione.
Ospite della discussione, Tom Behan della rete inglese Globalise Resistance, intervenuto sull'origine e la natura della guerra in atto e sulla repressione attuata dai governi di tutto il mondo in nome di una fittizia libertà.
Behan, ha ricordato l'undici settembre del 1973, allorquando gli squadroni della morte americani causarono migliaia di vittime a Santiago del Cile.
La politica statunitense da allora ha causato molte altre vittime in Nicaragua, Onduras, Guatemala, Palestina; nella "Guerra del Golfo", sono state un milione le perdite umane, cinquecentomila i bambini, di una guerra scatenata da interessi commerciali.
Allo stesso modo in Serbia: Milosevic, come Hussein, dopo essere stato armato dagli anglo-americani, fu bollato come dittatore terrorista, il resto è storia di oggi.
L'attuale guerra in Medio Oriente, prosegue Behan, nasce dalle stese cause per cui si scatenò in Iran. L'attacco alle Twin Towers è il risultato di ingiustizie perpetrate lungo decenni di avvenimenti.
Il conflitto, ha causato fino ad ora un milione di licenziamenti, ma un altro mondo è possibile.
Sin dalla prima guerra mondiale, i movimenti nati dal basso hanno posto fine, con la forza della disperazione, alle ostilità; così fu in Serbia, quando milioni di lavoratori incrociarono le braccia, immobilizzando l'economia del Paese, e scesero in piazza, facendo capire che non era più il parlamento a comandare, ma gli operai.
Secondo Behan, se abbiamo visto il lato economico del sistema globale, a Genova è apparsa invece la militare della globalizzazione.
Eppure, prosegue Behan, il movimento da allora continua a crescere ogni giorno di più come un fiume in piena: così in Italia.
"Con il governo che avete in carica è logico ribellarsi!", ironizza l'inglese che non spreca oggettivi per il Presidente del Consiglio che, senza eufemismi, definisce: razzista, mafioso, imbroglione e cafone, dando per ognuna di queste definizioni ha pronta una motivazione.
Se si caratterizza come razzista per l'ormai famosa gaffe in cui affermò che l'occidente era superiore ai paesi islamici, possiamo parlare di mafioso -continua Behan- vista l'innovazione apportata grazie al suo intervento decisivo: nella prima Repubblica furono eletti e poi condannati per i loro loschi traffici, ora, gli stessi, sono stati rieletti"Lo sapevate che ben cinquantasei deputati del vostro parlamento hanno precedenti penali?" dice l'inglese, che indossa una maglietta rossa con la scritta "anti-capitalista"che ricalca le forme di una famosa bibita zuccherina americana.
Abolire la legge sul falso in bilancio, mettere ai Beni culturali chi afferma che fare il servizio civile è un"raccomandato e culattone", ha fatto sì che il Presidente del Consiglio si guadagnasse gli epiteti d'imbroglione e cafone.
Le manifestazioni dei metalmeccanici, dei sindacati di base, il corteo per la pace a Roma, o quello svoltosi sabato scorso a Cosenza: la forza della gente è più forte del governo in carica, bisogna sfruttare questo stato di cose"L'unione fa la forza, -conclude Behan-non lasciamoci sfuggire quest'occasione".
Da Londra a Cosenza le distanze scompaiono: in un mondo globalizzato sempre più piccolo, le idee di libertà conoscono una sola lingua per esprimere il proprio dissenso verso una storia troppo spesso ingiusta nei confronti dei suoi figli più sventurati.

Simona De Maria

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