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Le
ricette possibili
Un
piatto che non dovrebbe mancare sulle tavole dei cosentini, magari
anche la sera della vigilia di Natale o di Capodanno, vicino alle
lenticchie e allo zampone, con laugurio che il prossimo sia
un anno ricco dironia e spensieratezza.
Pappardelle
al piccione
Ingredienti:
Due giovani piccioni
Tre CARCHILI di pappardelle
Due fette di lardo di CICCIO DE NAPOLI
1/2 kg di FRANCO ROSITO
Sale, pepe, petrusino ogni minestra
Un cacioMORCAVALLO
Sei tentacoli di FABIO DIPPOLIPO
La pelliccia di WALTER LEONE
Una mozzarella di bufala DE NAPOLI (Patrizia)
Un EUGENIO GALLO ruspante
Due CARCHILI di mollica di pane
Succo di limone
Quattro grosse MILICCHIE appena cotte
Preparazione:
Trattasi di un piatto molto complicato da prepararsi preferibilmente
in sala stampa. Innanzi tutto recatevi a piazza Kennedy e procuratevi
due giovani piccioni molto freschi. Una volta tornati a casa, prendere
i giovani piccioni, spennarli e sbatterli sul tavolo della sala
da pranzo per circa unora, finché la carne non diventa
tenera. Intanto prendete i piedi del GALLO e conditeli con linsalata
RUSSO precedentemente preparata. Aggiungete olio, un po di
sale e spezie, e lasciate riposare i piedi nellinsalata. Mettete
poi il tutto a cuocere su fuoco lento. Quando vi accorgete che i
piedi di EUGENIO GALLO GIACOIAno, aggiungete la mozzarella di bufala
DE NAPOLI e le MILICCHIE cotte. Bagnate il tutto con un bicchiere
di vino rosso LIBRANDI. A questo punto prendete in mano i piccioni
e stendeteli in una teglia grande quanto un letto, ben imburrata,
continuando a sbatterli fino a sventrarli. Una volta sventrati inserite
delicatamente in ciascun piccione un po di cacioMORCAVALLO,
tre peli di WALTER LEONE, lingrediente FRANCO SEGRETO, il
mezzo kg di FRANCO ROSITO raccolto sul MONTEMURRO, i tre CARCHILI
di mollica di pane e riponete sul fuoco affinché N-ARDI a
fuoco vivo, facendo così squagliare il lardo di CICCIO DE
NAPOLI. Nelleventualità che abbiate in casa un PIPPO
GATTO ponete attenzione al fatto che lanimale possa saltare,
in un momento di vostra distrazione, sui piccioni; perché
si sa che quando il PIPPO GATTO non cè lEUGENIO
GALLO balla. Per cui sarà necessario che, nellipotesi
in cui litighino, vi sia qualcuno che li STAGLIANO. Se non doveste
riuscirci, cioè il felino vinCHIAPPETTA, prendete il
PIPPO GATTO e percuotetelo finché lanimale non è
MORISCO. A questo punto prendete una pentola di CRETELLA, non nuova
MAROTTA, piena dacqua. Portate ad ebollizione, aggiungete
il sale e calate i tre CARCHILI di pappardelle. Dopo qualche minuto,
terminata la cottura della pasta, fatela scolare in un capiente
COLISTRO. In fine condite la pasta con LOPEZ di piccione ed i piedi
di EUGENIO GALLO conditi con linsalata RUSSO e disponete i
piatti in un tavolo ROTONDARO, facendo attenzione che i commensali
non mangino nei piatti DATRI. Riempite i bicchieri fino allorlo
con un buon vino rosso LIBRANDI e brindate fino ad uBRIAcarvi. Fatto
ciò, pregate affinché DIONESALVI da quello che vi
state mangiando.
Marco
& Zonfy
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