Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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terza pagina nr 18 del 16 dicembre 2001
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Per il bene della Curva

L’editoriale dell’ultimo numero ha suscitato polemiche e qualcuno si è anche arrabbiato. Dispiace che il Tam Tam diventi strumento di discordia. Questo giornale è nato per dare voce a tutte le opinioni della curva. È un foglio stampato per raccontare le storie belle, ma anche le brutte. La decisione di potenziarlo risale al 1997, quando la nostra tifoseria tornò ad essere unita, dopo anni di divisioni. Uno degli obiettivi era, ed è, la comunicazione tra i gruppi, i quartieri, gli ultrà. Negli ultimi anni, la nostra curva ha attraversato profondi momenti di crisi. Noi abbiamo sentito il dovere di raccontarli. Altrimenti, saremmo stati ipocriti. E lo abbiamo fatto senza mai sognarci di diventare leader. Conosciamo i nostri limiti e quelli dell’intera tifoseria. Tam Tam è nato per superarli. Non per gettare zizzania. Quella la lasciamo agli sbirri e agli infami che godono nel vederci disuniti e deboli.
Nell’ultimo numero, ho criticato certi comportamenti, perché sono convinto che finiranno per distruggere quel poco che abbiamo costruito. Non voleva essere un attacco a singole persone.
Per questi motivi, se una qualsiasi comitiva della nostra città si è sentita offesa, me ne assumo la responsabilità e chiedo scusa: in fondo, non sono stato in grado di rappresentare tutte le diverse opinioni. Ma nessuno riuscirà mai a convincermi che sia giusto aggredire un’altra persona in curva. Per nessun motivo al mondo.
Solo recuperando il principio del rispetto reciproco, che animava un tempo i ragazzi di San Vito, come quelli di Serra Spiga, via Popilia, Cosenza Vecchia, Panebianco e di qualunque altro quartiere, potremo tornare ad urlare:
PIU’ UNITI DI PRIMA, PIU’ FORTI CHE MAI.

Claudio Dionesalvi

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