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Calma
e sangue freddo
Non
ci hanno piegato il freddo di Benevento e la bufera di domenica
scorsa. Al contrario, ci sembra dessere più agguerriti.
Segnali positivi dal Cosenza, mortificato solo da arbitraggi nauseanti,
ma sempre pronto ad azzannare gli avversari. Racalbuto ha avuto
da ridire su tutto. Persino sulla fascia protettiva che Mendil portava
alla mano. Te la devi togliere questa fascetta. Hai capito?,
ha intimato la giacchetta di ferro prima della gara, con il tono
di chi sa ammonire anche senza cartellino giallo. Racalbuto non
deve mai avere la ventura di attraversare il nostro paesaggio. Il
pubblico del San Vito non gli perdonerà latteggiamento
malavitoso tenuto prima, durante e dopo la gara di dieci giorni
fa con il Napoli. Un comportamento simile a quello tenuto da un
altro direttore di gara: Cassarà. Se in campo contro il Cagliari
non fossero scesi 11 lupi, saremmo stati nuovamente umiliati.
Ma dal branco del Mondo continuano ad arrivare segnali propiziatori.
Persino nel gelo di un pomeriggio surreale, Mendil & compagni
sono riusciti a dare spettacolo.
E anche la tifoseria sembra recuperare punti. Ha seguito la squadra
unita e compatta. Tutti abbiamo bisogno di questa parola: UNIONE.
Allontanare una volta per tutte lo spettro di polemiche inutili,
che finiscono per smorzare la gioia di essere sostenitori di due
soli colori. Sui computer sintonizzati sulle frequenze del Cosenza,
nella rete delle reti, leggiamo spesso utili contributi e lucide
critiche. Il popolo dei lupi non ha perso la salutare abitudine
di ragionare, discutere, analizzare. In curva Sud cè
tanto bisogno di autocritica. Lo diciamo da mesi, forse addirittura
da anni. Ma non bisogna esagerare. Le offese non devono avere cittadinanza
nella nostra storia. Guai a prendere abbagli. Non si possono infangare
i nomi dei gruppi. Dietro ogni sigla ci sono tante pagine di questa
storia. Con grande rammarico, dobbiamo constatare che qualcuno tende
ad usare lindice accusatore, individuando a cuor leggero colpe
e responsabilità.
Non è questo lo spirito adatto. Lidentità ultrà,
a Cosenza, si è sempre poggiata sul riconoscimento dellALTRO.
Su un vecchio numero di Tam Tam, esaltavamo il nostro essere una
Federazione di folli e comitive. Vogliamo tornare, o
ricominciare ad essere un Mucchio, nu munziaddru. E cè
bisogno dellaiuto di tutti.
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