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Questa
nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico
quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza,
zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via
internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro
giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni,
la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per
l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide
con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media
e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una
valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che
finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando
le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi
racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella
mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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Rosaluna
Barriere
Che
i musicisti calabresi debbano viaggiare per trovare fortuna sembra
quasi una regola non scritta, ma osservata con rigore. Bologna poi
sembra la città perfetta per creare fusioni produttive. Ecco
allora che, come per illustri precedenti (leggi alla voce parto
nuvole pesanti), la storia si ripete: Marco Ambrosi di Zambrone
(VV) incontra nella città felsinea la corregionale Graziella
Ferrise (di Tropea) e Gianni Donvito, pugliese di Gioa del Colle
(Ba) e la marchigiana Daniela Rossi di Raoccafulvone (AP). La comune
passione per Nick Drake spinge a creare il gruppo omaggiando nel
nome, lartista inglese. Rosaluna (come lalbum Pink Moon)
è il nome scelto, la contaminazione tra musiche popolare,
rock dautore e poesia i luogo dove dare voce alla propria
ispirazione. Dopo un demo (Mate e Grifoni) pubblicato lo scorso
anno, ora è il turno di Barriere cd desordio che riunisce
sei tracce che mescolano lingua italiana e dialetto calabrese, chitarre
elettriche ed acustiche, sulle quali sinnestano strumenti
della tradizione popolari. Le voci maschili e femminili (questultima
più adatta a mio avviso) si alternano cantando e recitando
temi che raccontano lo sradicamento dalla comunità dorigine,
ed il contrasto con la realtà metropolitana incontrata. Musicalmente
i temi si mostrano abbastanza variegati, mostrando qualche imbarazzante
plagio (la chitarra che apre I Naviganti è troppo modellata
su quella presente in Orange Crush dei REM), ma anche buoni spunti
melodici come in Specchio, e sonici che irrompono a
cambiare volto alle canzoni, come nella iniziale Milena.
La sensazione è quella di trovarsi davanti ad una buona proposta
che ha bisogno di essere messa meglio a fuoco nel prossimo futuro.
Eliseno
Sposato
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