Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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artisti anonimi nr 18 del 16 dicembre 2001
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Addio Sweet Lord

Camminavo in un sogno. Vagavo per mari calmi ed immense praterie senza confini. Me ne andavo sperduto per i boschi, scendendo da verdi colline per scoscesi viottoli pietrosi. Una porta di luce si aprì ed un uomo con la chitarra sulle spalle venne lentamente verso di me. Cantava antiche malinconiche melodie in una lingua ormai dimenticata. Mi prese per mano lanciando il suo incantesimo danzante sul mio cammino. Lo conoscevo quell’uomo. Sebbene il suo nome non ricordassi. La sua fronte dorata e i suoi occhi da bambino sopra il bianco sorriso. E le sue mani, fredde di pietra, mi accarezzavano nella mente. Mi condusse nell’immensa profondità del mare. Poi su per i fianchi d’imponenti montagne, fino ad assaporare il profumo del cielo distendersi sui nostri visi. Viaggiammo per sterminate alture innevate inondate dal sole, e per prati erbosi dove vidi il matto sulla collina che osserva il mondo girare. Su barche di cartone solcammo l’enormità d’oceani tempestosi, giungendo a toccare terre mai esplorate. Ci ritrovammo a piedi nudi senza alcun ansia in mezzo a campi di fragole. E il suo addio durò per sempre. Quando riaprii gli occhi già se n’era andato. Mi lasciò la sua chitarra volando via senza voltarsi in fondo alla lunga strada ventosa. Ho camminato in un sogno la notte che sta terminando. Ma conservo ancora il suo odore. Così. Quando sfioro con le dita le sue corde, evocando ricordi impolverati, una ragazza dagli occhi magici scende da un cielo di diamanti per ballare con me. Mentre la mia chitarra dolcemente piange.

A zio Enzo e George Harrison sognatori di chitarra.
Willis

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