Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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vita di curva nr 14 del 30 settembre 2001
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Non caschiamo nella trappola

Vibonese-Castrovillari, Campionato Nazionale Dilettanti: 2 poliziotti e 2 carabinieri - 4 persone in tutto - formano il cordone che separa le due tifoserie. Ovviamente un numero troppo esiguo: vola qualche ceffone ed un paio di ombrellate. Trascorrono diversi minuti prima che intervengono i rinforzi. Sono già al lavoro invece, le telecamere della questura e quelle delle televisioni locali.
Tempo 48 ore e scattano 14 fermi, con strascichi giudiziari che continueranno a lungo. Un forte sentimento di rabbia attanaglia in questi giorni i sostenitori del Castrovillari: non se l’ aspettavano una trappola del genere. Si, proprio una trappola, per giunta ben riuscita. Altrimenti spiegassero per quale motivo solo 4 persone dovevano separare le due tifoserie.
La verità è che le nuove norme antiviolenza sono state sottovalutate un po’ da tutte le tifoserie e applicate, al contempo, con il massimo profitto già da diverse questure. Sono lontani ormai i tempi delle spettacolari cacce all’uomo fuori gli stadi, come durante l’ultimo Cosenza-Reggina. Basta un meticoloso controllo dei volti noti, attraverso le immagini dei filmati, nei due giorni successivi la partita e l’arresto “a domicilio” non te lo leva nessuno.
Poco importa che tutto ciò sa tanto di anticostituzionale. Mi chiedo a questo punto perchè non facciano una legge che permetta di identificare anche chi presta servizio d’ordine in uno stadio o in una piazza? Stampassero un bel numero a caratteri cubitali su ogni divisa: si eviterebbero tanti abusi fino ad oggi impuniti - per l’impossibilità di identificare chi li commette – e si darebbe la possibilità ad ogni individuo di denunciare tali reati.
Il senso di questo articolo però, vuole essere un altro: nell’arte perversa di farci del male da soli credo che siamo unici in Italia. La lista delle puttanate, pagate sempre a caro prezzo, è interminabile: evitiamo di aggiungerne delle altre. Se oggi tiri una pietra nel piazzale della tribuna B, non verrà nessuno a caricarti su una camionetta. Probabilmente rideranno del tuo gesto, visto che ti hanno incastrato senza sporcarsi né mani, né coscienza. Ogni pietra è un micidiale boomerang che si ritorcerà puntualmente contro questa curva. Oltre tutto non credo neanche che il nostro Nemico, quello con la N maiuscola, siano i tifosi della Reggina. Per non cascare in una trappola, ma soprattutto per non dover piangere nuovi arresti dopo un Cosenza-Reggina, seppelliamo il Nemico con le uniche armi che non potranno mai sequestrarci: la nostra allegria e la nostra ironia. In attesa di tempi migliori…

Luca Scarpelli

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