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Non
caschiamo nella trappola
Vibonese-Castrovillari,
Campionato Nazionale Dilettanti: 2 poliziotti e 2 carabinieri -
4 persone in tutto - formano il cordone che separa le due tifoserie.
Ovviamente un numero troppo esiguo: vola qualche ceffone ed un paio
di ombrellate. Trascorrono diversi minuti prima che intervengono
i rinforzi. Sono già al lavoro invece, le telecamere della
questura e quelle delle televisioni locali.
Tempo 48 ore e scattano 14 fermi, con strascichi giudiziari che
continueranno a lungo. Un forte sentimento di rabbia attanaglia
in questi giorni i sostenitori del Castrovillari: non se l
aspettavano una trappola del genere. Si, proprio una trappola, per
giunta ben riuscita. Altrimenti spiegassero per quale motivo solo
4 persone dovevano separare le due tifoserie.
La verità è che le nuove norme antiviolenza sono state
sottovalutate un po da tutte le tifoserie e applicate, al
contempo, con il massimo profitto già da diverse questure.
Sono lontani ormai i tempi delle spettacolari cacce alluomo
fuori gli stadi, come durante lultimo Cosenza-Reggina. Basta
un meticoloso controllo dei volti noti, attraverso le immagini dei
filmati, nei due giorni successivi la partita e larresto a
domicilio non te lo leva nessuno.
Poco importa che tutto ciò sa tanto di anticostituzionale.
Mi chiedo a questo punto perchè non facciano una legge che
permetta di identificare anche chi presta servizio dordine
in uno stadio o in una piazza? Stampassero un bel numero a caratteri
cubitali su ogni divisa: si eviterebbero tanti abusi fino ad oggi
impuniti - per limpossibilità di identificare chi li
commette e si darebbe la possibilità ad ogni individuo
di denunciare tali reati.
Il senso di questo articolo però, vuole essere un altro:
nellarte perversa di farci del male da soli credo che siamo
unici in Italia. La lista delle puttanate, pagate sempre a caro
prezzo, è interminabile: evitiamo di aggiungerne delle altre.
Se oggi tiri una pietra nel piazzale della tribuna B, non verrà
nessuno a caricarti su una camionetta. Probabilmente rideranno del
tuo gesto, visto che ti hanno incastrato senza sporcarsi né
mani, né coscienza. Ogni pietra è un micidiale boomerang
che si ritorcerà puntualmente contro questa curva. Oltre
tutto non credo neanche che il nostro Nemico, quello con la N maiuscola,
siano i tifosi della Reggina. Per non cascare in una trappola, ma
soprattutto per non dover piangere nuovi arresti dopo un Cosenza-Reggina,
seppelliamo il Nemico con le uniche armi che non potranno mai sequestrarci:
la nostra allegria e la nostra ironia. In attesa di tempi migliori
Luca
Scarpelli
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