Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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a duminica è dù palluni nr 14 del 30 settembre 2001
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Cittu ché vrigogna

Questo è ciò che ripetevo a tutti quelli che incontravo nel dopo partita di domenica. Un passivo simile, se non sbaglio, non arrivava dai tempi lontani di Sonzogni. Un Cosenza-Pescara finito 1-5, o qualcosa di simile. Sta di fatto che segnò l’esonero del bergamasco. Un modo per dire che da Mutti in poi la difesa sbandate simili non ne ha mai subito. E’ sempre stata registrata a dovere. Un meccanismo perfetto, da fare invidia a qualunque altra squadra di B. Si subiva poco e si segnava col contagocce. Però, quando gli avversari si avvicinavano alla nostra area, si stava tranquilli. Invece, proprio la difesa sembra il reparto più in difficoltà in questo inizio del torneo. E ogni azione d’attacco avversaria è diventata un patema.
Ricordate la sofferenza a Pistoia? E la rimonta della Ternana? Insomma, nella retroguardia accadono cose che eravamo abituati a non vedere da tempo. Qualcuno ancora punta il dito contro la manovra offensiva. A dire il vero, non mi sembra così malvagia. Giampaolo e Zaniolo hanno ben giocato con il Como. E così Strada. Lentini un po‚ meno. Ma non è Luis il problema. E’ uno che ogni volta che prende palla attira almeno 2 o 3 marcatori! Il guaio è che alle loro spalle c‚è il nulla o quasi. Mendil è entrato in campo e non ha inciso neanche a pregarlo (gol a parte). Morante è scomparso. C’è Imbriani, ma a me sembra poco. Nel senso che prima o poi Lentini o Strada dovranno prendersi delle pause. O la verve di Zaniolo potrebbe inaridirsi. E quel giorno che faremo?
Un altro problema piccolo piccolo: perché domenica Strada al momento della foto si è allontanato dal resto della squadra? Casualità? Non credo.
Secondo problema. Si chiama Falcioni. E‚ il secondo portiere. In molti, tra cui il sottoscritto, gli addebitano le colpe del primo gol, l’inizio della goleada. Ma la difesa cosa faceva? Quel sincronismo perfetto che Mutti e De Rosa avevano architettato in due anni di lavoro pare essere scomparso. Di Sole è l’ombra del giocatore che conoscevamo. Si salva Paschetta, mentre Modesto commette errori imputabili alla sua giovanissima età. Qualcuno, in tv, lo aveva accostato a Cabrini. Ma fatemi il piacere!
I tre punti di Pistoia hanno caricato l’ambiente. Troppo, però. La squadra, domenica, ha denotato il suo storico limite. Della serie: “Gioco 30 minuti ad alto livello. Se segno, bene, sennò!”. Questa la mentalità del Cosenza. Ora, con squadre del livello della Pistoiese e del Cittadella, ok. Ma quando affronti Samp e Ternana prendi un punto (e ti va anche bene). Il Como, invece, ti punisce.
De Rosa insiste con il suo 4-2-3-1. Male. La squadra soffre. I due centrali trovano difficoltà a tamponare a centrocampo. Quei palloni arrivano poi a una difesa che si trova sbalestrata. Quando attacchi, insomma, puoi fare anche paura. Poi inizi a subire e vai in panico. E’ una questione di testa. Quella che De Rosa pare non essere riuscito ancora a trasmettere.
Mercato? Non credo che si investirà su nuovi giocatori, per il momento. Ora come ora i peggiori sono Di Sole e Altomare e ci si chiede perché si sia riacquistato il secondo. E perché Edusei stia in panchina. Cosa manca? Non è questione di giocatori, ma di carattere.
Arrivano i reggitani. Un saluto doveroso a Savoldi. E poi un ricordo. Stagione 1988-’89. Cosenza-Reggina. 3-1. Un sogno.

Andrea Marotta

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