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Cittu
ché vrigogna
Questo
è ciò che ripetevo a tutti quelli che incontravo nel
dopo partita di domenica. Un passivo simile, se non sbaglio, non
arrivava dai tempi lontani di Sonzogni. Un Cosenza-Pescara finito
1-5, o qualcosa di simile. Sta di fatto che segnò lesonero
del bergamasco. Un modo per dire che da Mutti in poi la difesa sbandate
simili non ne ha mai subito. E sempre stata registrata a dovere.
Un meccanismo perfetto, da fare invidia a qualunque altra squadra
di B. Si subiva poco e si segnava col contagocce. Però, quando
gli avversari si avvicinavano alla nostra area, si stava tranquilli.
Invece, proprio la difesa sembra il reparto più in difficoltà
in questo inizio del torneo. E ogni azione dattacco avversaria
è diventata un patema.
Ricordate la sofferenza a Pistoia? E la rimonta della Ternana? Insomma,
nella retroguardia accadono cose che eravamo abituati a non vedere
da tempo. Qualcuno ancora punta il dito contro la manovra offensiva.
A dire il vero, non mi sembra così malvagia. Giampaolo e
Zaniolo hanno ben giocato con il Como. E così Strada. Lentini
un po meno. Ma non è Luis il problema. E uno
che ogni volta che prende palla attira almeno 2 o 3 marcatori! Il
guaio è che alle loro spalle cè il nulla o quasi.
Mendil è entrato in campo e non ha inciso neanche a pregarlo
(gol a parte). Morante è scomparso. Cè Imbriani,
ma a me sembra poco. Nel senso che prima o poi Lentini o Strada
dovranno prendersi delle pause. O la verve di Zaniolo potrebbe inaridirsi.
E quel giorno che faremo?
Un altro problema piccolo piccolo: perché domenica Strada
al momento della foto si è allontanato dal resto della squadra?
Casualità? Non credo.
Secondo problema. Si chiama Falcioni. E il secondo portiere.
In molti, tra cui il sottoscritto, gli addebitano le colpe del primo
gol, linizio della goleada. Ma la difesa cosa faceva? Quel
sincronismo perfetto che Mutti e De Rosa avevano architettato in
due anni di lavoro pare essere scomparso. Di Sole è lombra
del giocatore che conoscevamo. Si salva Paschetta, mentre Modesto
commette errori imputabili alla sua giovanissima età. Qualcuno,
in tv, lo aveva accostato a Cabrini. Ma fatemi il piacere!
I tre punti di Pistoia hanno caricato lambiente. Troppo, però.
La squadra, domenica, ha denotato il suo storico limite. Della serie:
Gioco 30 minuti ad alto livello. Se segno, bene, sennò!.
Questa la mentalità del Cosenza. Ora, con squadre del livello
della Pistoiese e del Cittadella, ok. Ma quando affronti Samp e
Ternana prendi un punto (e ti va anche bene). Il Como, invece, ti
punisce.
De Rosa insiste con il suo 4-2-3-1. Male. La squadra soffre. I due
centrali trovano difficoltà a tamponare a centrocampo. Quei
palloni arrivano poi a una difesa che si trova sbalestrata. Quando
attacchi, insomma, puoi fare anche paura. Poi inizi a subire e vai
in panico. E una questione di testa. Quella che De Rosa pare
non essere riuscito ancora a trasmettere.
Mercato? Non credo che si investirà su nuovi giocatori, per
il momento. Ora come ora i peggiori sono Di Sole e Altomare e ci
si chiede perché si sia riacquistato il secondo. E perché
Edusei stia in panchina. Cosa manca? Non è questione di giocatori,
ma di carattere.
Arrivano i reggitani. Un saluto doveroso a Savoldi. E poi un ricordo.
Stagione 1988-89. Cosenza-Reggina. 3-1. Un sogno.
Andrea Marotta
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