Questa nicchia di rete è lo spazio di Tam Tam e Segnali di Fumo, periodico quindicinale, prodotto dalla curva sud dello stadio San Vito di Cosenza, zona liberata ed occupata dai Nuclei Sconvolti. Alla comunicazione via internet, così come ai gradini della curva e ai fogli del nostro giornale, affidiamo il compito di rappresentare i nostri sogni, le tensioni, la speranza, la rabbia.Da più di venti anni portiamo in giro per l'Italia e nelle piazze un modo di essere ultrà, che non coincide con i modelli imposti dalla mercificazione del calcio, dai mass-media e dalle manie nazistoidi. Siamo orgogliosi di aver ritagliato, in una valvola di sfogo costruita dal Potere, un momento di aggregazione, che finisce per trasformare lo spazio esterno, la città, condizionando le relazioni sociali.Questa nicchia di rete impressa su un monitor, vi racconta gli stati d'animo di un martellante Tam Tam, che risuona nella mente di esseri umani, capaci ancora di amare ed odiare...
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news 29 febbraio 2004
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Il Calcio a Cosenza
Mozione approvata quasi all'unanimità dall'assemblea cittadina di domenica 29 febbraio 2004

1) Passa davvero dal 25 marzo il futuro del calcio a Cosenza?
2) La FIGC restituisca il maltolto alla città ed alla tifoseria di Cosenza. Ma i beneficiari di questa restituzione non devono essere né Pagliuso, simbolo della fase più buia nella storia del calcio a Cosenza, né Tursi Prato, simbolo dell’ennesima truffa affaristica e calcistica subita dalla città, né tanto meno individui che agiscano per conto loro.
3) Noi non siamo complici di nessuno. La tifoseria non è responsabile di quanto è avvenuto. Nell’estate scorsa, si è rivolta al Sindaco, perché rappresentava e rappresenta tutta la città. La fiducia accordatale non è sottomissione, bensì delega, che avremmo conferito a chiunque avesse ricoperto l’incarico di primo cittadino, indipendentemente dal colore politico. Abbiamo già sottolineato pubblicamente, lo scorso 23 dicembre, gli errori che secondo noi il Sindaco ha commesso.
4) Non sappiamo ancora se il futuro calcistico della città sia custodito nel Cosenza Calcio 1914 o nel Cosenza F.C..
Al di là del marchio e della denominazione, visto che in un caso come nell’altro sarà una Spa, noi pretendiamo che un Comitato Popolare che andremo a costituire, abbia un reale e concreto potere di sindacato sulla società che gestirà il calcio a Cosenza, prevedendo una partecipazione fino al venti per cento dell’azionariato.
5) In occasione di tutte le decisioni (giudiziarie, della Lega, della Federazione,…) che abbiano in qualche modo a che fare con il futuro assetto e la composizione dei campionati, faremo in modo che la città reagisca in modo deciso e determinato, con manifestazioni concrete, e non le messe in scena alle quali abbiamo assistito. Proponiamo, per esempio, la chiusura di tutte le attività commerciali in occasione del prossimo 25 marzo.
6) Massimo rispetto per chi deciderà di partecipare alla manifestazione di Roma. Massimo rispetto per chi non intenderà farlo. Sia chiaro: non è la tifoseria organizzata a decidere se partire, o restare a casa. Il popolo rossoblu non ha capi, né leader. Chiunque senta di dover lottare per il bene del Cosenza, lo faccia con gli strumenti che ritiene personalmente più idonei, purché in cuor suo alberghino l’amore sincero e la passione per questi colori. Ma nessuno pensi di poterci strumentalizzare. Se alle nostre posizioni, in passato, si sono sovrapposti gli interessi o i disegni di personaggi senza scrupoli, la responsabilità non è nostra, ma di quanti hanno contribuito ad agitare uno stato di confusione. Nessuna persona in buonafede può rinunciare alle proprie idee, sol perché uomini in malafede hanno deciso di cavalcarle.
7) Il Cosenza, la storia del Cosenza, siamo noi!
Truffatori, malandrini, politicanti, magistrati e lecchini si sentano offesi, anzi, una volta per tutte, stiano lontani dallo stadio San Vito.
Un gruppo di ultrà che si è riunito venerdì 27 febbraio presso la trattoria “A Gulia”.

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