Madre e matrigna…
EDITORIALE
Lo sappiamo da decenni: esistono due, tre, quattro, cento Cosenza. Che spesso sono antitetiche tra loro. Esiste la Cosenza pulitrice dei soldi “rosarnesi” ed esiste la Cosenza di Ciroma, della curva sud, del “Monaco”.
Esiste la Cosenza dei palazzi che spuntano come funghi, e nonostante ciò decresce demograficamente. Esiste la Cosenza che querela il Tam Tam e la Cosenza che prende tra le sue braccia questo giornale. Lo legge, lo difende, a volte lo coccola. Naturale dire che quest’ultima è la Cosenza che vogliamo. Quella che ci ha generato. Noi e questa fantastica curva. Bruzia me genuit. Parafrasiamo Virgilio e gridiamo con forza quanto siamo orgogliosi di una fetta consistenze di città che resiste. Con i suoi limiti, con le sue innate divisioni interne, con le sue contraddizioni. Ma è la Cosenza viva che vogliamo noi.
Bruzia me genuit. Quella che arriva compatta in assemblea per dire no al bavaglio che poteri forti, corrotti e maleodoranti vogliono imporre al Tam Tam.
Sappiamo bene di essere più deboli di questi ladroni che hanno dalla loro il potere. Sappiamo anche che possono farci le imboscate come e quando vogliono. ma sappiamo pure, e lo sappia soprattutto chi ci ha querelato, che abbiamo dalla nostra la forza della ragione e non la ragione della forza.
Tam Tam, da quando nel lontano 1985 si chiamava “Urlo di carta” ha sempre detto ciò che pensava. Fin quando l’ultimo foglio di questa testata uscirà dalla tipografia sarà sempre così. Il giorno in cui scopriremmo che non potremmo più farlo, chiuderemmo…il giorno prima. Ma statene certi, compagni di curva, che non succederà. Perchè abbiamo dalla nostra parte la città che ci ha generato. E che continua a generare migliaia di ragazzi e ragazze, in città come in provincia, che la testa non l’abbassano, ed hanno fatto del nostro motto. “In ginocchio mai” uno stile di vita.
Bruzia, la nostra Bruzia, non ha generato chi per accaparrarsi le simpatie di un Oliverio o di un Gentile, non esita a pugnalare alle spalle i suoi concittadini. Quelli li ha generati un qualcosa a forma di serpe, non la nostra Cosenza. La nostra madre Bruzia non ha generato chi si è accaparrato l’Oasi (costruita con i sacrifici dei cittadini di Cosenza e provincia). Chi minaccia richieste di risarcimenti a chi queste cose gliele sbatte in faccia.
E allora, per fortuna, smentiamo ciò che abbiamo scritto all’inizio di questo editoriale. Esiste una sola Cosenza. Ed è nostra madre. I vigliacchi che la tradiscono ogni giorno si accontentino di una matrigna con il volto dell’arroganza. La loro. La scimmia del loro potere.







