<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	>

<channel>
	<title>Tam Tam e Segnali di Fumo</title>
	<atom:link href="http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.tamtamesegnalidifumo.org</link>
	<description>Libera voce della curva più folle del mondo</description>
	<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 12:32:17 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.7.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Madre e matrigna&#8230;</title>
		<link>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=603</link>
		<comments>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=603#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sub_admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tam Tam n° 13 del 19 ottobre 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=603</guid>
		<description><![CDATA[<br/>EDITORIALE

Lo sappiamo da decenni: esistono due, tre, quattro, cento Cosenza. Che spesso sono antitetiche tra loro. Esiste la Cosenza pulitrice dei soldi “rosarnesi” ed esiste la Cosenza di Ciroma, della curva sud, del “Monaco”.
Esiste la Cosenza dei palazzi che spuntano come funghi, e nonostante ciò decresce demograficamente. Esiste la Cosenza che querela il Tam Tam [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p>EDITORIALE</p>
<p><span id="more-603"></span></p>
<p>Lo sappiamo da decenni: esistono due, tre, quattro, cento Cosenza. Che spesso sono antitetiche tra loro. Esiste la Cosenza pulitrice dei soldi “rosarnesi” ed esiste la Cosenza di Ciroma, della curva sud, del “Monaco”.<br />
Esiste la Cosenza dei palazzi che spuntano come funghi, e nonostante ciò decresce demograficamente. Esiste la Cosenza che querela il Tam Tam e la Cosenza che prende tra le sue braccia questo giornale. Lo legge, lo difende, a volte lo coccola. Naturale dire che quest’ultima è la Cosenza che vogliamo. Quella che ci ha generato. Noi e questa fantastica curva. Bruzia me genuit. Parafrasiamo Virgilio e gridiamo con forza quanto siamo orgogliosi di una fetta consistenze di città che resiste. Con i suoi limiti, con le sue innate divisioni interne, con le sue contraddizioni. Ma è la Cosenza viva che vogliamo noi.<br />
Bruzia me genuit. Quella che arriva compatta in assemblea per dire no al bavaglio che poteri forti, corrotti e maleodoranti vogliono imporre al Tam Tam.<br />
Sappiamo bene di essere più deboli di questi ladroni che hanno dalla loro il potere. Sappiamo anche che possono farci le imboscate come e quando vogliono. ma sappiamo pure, e lo sappia soprattutto chi ci ha querelato, che abbiamo dalla nostra la forza della ragione e non la ragione della forza.<br />
Tam Tam, da quando nel lontano 1985 si chiamava “Urlo di carta” ha sempre detto ciò che pensava. Fin quando l’ultimo foglio di questa testata uscirà dalla tipografia sarà sempre così. Il giorno in cui scopriremmo che non potremmo più farlo, chiuderemmo&#8230;il giorno prima. Ma statene certi, compagni di curva, che non succederà. Perchè abbiamo dalla nostra parte la città che ci ha generato. E che continua a generare migliaia di ragazzi e ragazze, in città come in provincia, che la testa non l’abbassano, ed hanno fatto del nostro motto. “In ginocchio mai” uno stile di vita.<br />
Bruzia, la nostra Bruzia, non ha generato chi per accaparrarsi le simpatie di un Oliverio o di un Gentile, non esita a pugnalare alle spalle i suoi concittadini. Quelli li ha generati un qualcosa a forma di serpe, non la nostra Cosenza. La nostra madre Bruzia non ha generato chi si è accaparrato l’Oasi (costruita con i sacrifici dei cittadini di Cosenza e provincia). Chi minaccia richieste di risarcimenti a chi queste cose gliele sbatte in faccia.<br />
E allora, per fortuna, smentiamo ciò che abbiamo scritto all’inizio di questo editoriale. Esiste una sola Cosenza. Ed è nostra madre. I vigliacchi che la tradiscono ogni giorno si accontentino di una matrigna con il volto dell’arroganza. La loro. La scimmia del loro potere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?feed=rss2&amp;p=603</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>crema e scastu</title>
		<link>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=602</link>
		<comments>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=602#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sub_admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tam Tam n° 13 del 19 ottobre 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=602</guid>
		<description><![CDATA[<br/>
A crema
La tana dei lupi: Finalmente una trasmissione di sola passione rossoblu.
Poldino: Il ritorno. Speriamo senza troppi danni&#8230;
Giuvanni e Rosa: Ce la farete!!!
Braca: Un monumento in difesa.
Gli Ultras del Noicattaro: una bella lezione alla loro tribuna.
U scastu
All’aquila all’aquila: ma quale al lupo al lupo&#8230;
Polani: Mò avissi ì cumincià a segnà.
Cantoro: Puru tu.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><span id="more-602"></span></p>
<p><strong>A crema</strong></p>
<p><strong>La tana dei lupi</strong>: Finalmente una trasmissione di sola passione rossoblu.<br />
<strong>Poldino</strong>: Il ritorno. Speriamo senza troppi danni&#8230;<br />
<strong>Giuvanni e Rosa</strong>: Ce la farete!!!<br />
<strong>Braca</strong>: Un monumento in difesa.<br />
<strong>Gli Ultras del Noicattaro</strong>: una bella lezione alla loro tribuna.</p>
<p><strong>U scastu</strong></p>
<p><strong>All’aquila all’aquila</strong>: ma quale al lupo al lupo&#8230;<br />
<strong>Polani</strong>: Mò avissi ì cumincià a segnà.<br />
<strong>Cantoro</strong>: Puru tu.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?feed=rss2&amp;p=602</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La finiamo di sparare nel mucchio?</title>
		<link>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=601</link>
		<comments>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=601#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sub_admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tam Tam n° 13 del 19 ottobre 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=601</guid>
		<description><![CDATA[<br/>
Facciamo autocritica. Qualcosa nella nostra mentalità - quella brettia o bruzia che dir si voglia - ci impedisce a volte di cogliere sfumature importanti nel grigio quadro dei giorni che stiamo vivendo.
Così spesso attacchiamo persone che non lo meriterebbero, giudichiamo male gente che in realtà ci è vicina, vediamo il nemico dove non c’è.
Un esempio? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><span id="more-601"></span></p>
<p>Facciamo autocritica. Qualcosa nella nostra mentalità - quella brettia o bruzia che dir si voglia - ci impedisce a volte di cogliere sfumature importanti nel grigio quadro dei giorni che stiamo vivendo.<br />
Così spesso attacchiamo persone che non lo meriterebbero, giudichiamo male gente che in realtà ci è vicina, vediamo il nemico dove non c’è.<br />
Un esempio? La conferenza stampa di lunedì scorso! Nonostante il nostro amico Michele D’Elia avesse inviato a tutti gli organi d’informazione un regolare invito a partecipare, soltanto il Quotidiano e Cam Tele3 si sono presentati. È un fatto significativo, da non trascurare. Avrebbero potuto tacere anche loro, invece hanno scelto di riportare la notizia e pubblicare il nostro intervento.<br />
Qualsiasi ultrà possiede sottopelle una naturale diffidenza verso gli organi d’informazione. È il risultato di anni ed anni di angherie subite. Chi di noi non è stato per una volta bersaglio di infamie giornalistiche?<br />
Ma forse dovremmo imparare a riconoscere, in mezzo a tanta cacca, anche i cronisti che svolgono questo lavoro con lo spirito dell’inchiesta sociale che dovrebbe animare ogni penna.<br />
Qualcuno potrà far notare che in passato, nella vicenda di padre Fedele, il Quotidiano è scivolato almeno una volta nella tentazione di pubblicare veline poliziesche. Però è indiscutibile che se analizziamo la posizione assunta da questo giornale in tutto l’arco della tragedia che ha colpito il Monaco – perché di una tragedia si tratta – nella maggior parte dei casi dovremmo riconoscergli di aver pubblicato servizi obiettivi, ben distanti dalla spettacolarizzazione del modello Striscia la Notizia.<br />
Si è trattato di una scelta aziendale? Forse sì, forse no. In realtà, non possiamo dimenticare che all’interno di questo mezzo d’informazione – e di pochi altri – lavorano e scrivono anche belle intelligenze. Persone che, quando ne hanno la possibilità, si mettono al servizio dei più deboli e della verità. Questo non dovremmo dimenticarlo mai.<br />
Per fare un altro esempio: la vicenda di Norcia. È difficile negare che in mezzo a tanto fango gettato sui nostri amici in quei giorni, abbiamo anche letto e sentito opinioni non telecomandate. Perché i cronisti non sono solo quei fantocci che appaiono in Tv ad orinare il loro nulla sulle nostre coscienze. In mezzo a loro ci sono pure operai dell’informazione, spesso sfruttati, che, quando possono, antepongono gli interessi dell’umanità a quelli della propria azienda. Sono pochi, sì. Ma esistono. E se si continua a coprirli di odio ed ostilità, si estingueranno pure quelli.<br />
Nel giornalismo, come in qualsiasi campo della vita sociale e del lavoro, se non ci sforziamo di intravedere esseri viventi con cui tessere relazioni, come cavolo facciamo a costruire un altro mondo?<br />
<strong>Claudio</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?feed=rss2&amp;p=601</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Lezione Ultrà</title>
		<link>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=600</link>
		<comments>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=600#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sub_admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tam Tam n° 13 del 19 ottobre 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=600</guid>
		<description><![CDATA[<br/>
Noicattaro-Cosenza, siamo al quarantesimo circa del secondo tempo ed il Cosenza attacca forsennatamente alla ricerca del pari che non arriverà.
In una fase concitata dell’azione di gioco accade qualcosa che non comprendiamo vista la lontananza del nostro settore da dove si svolge il fatto. Vediamo solo un parapiglia tra i giocatori e la tribuna coperta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><span id="more-600"></span></p>
<p>Noicattaro-Cosenza, siamo al quarantesimo circa del secondo tempo ed il Cosenza attacca forsennatamente alla ricerca del pari che non arriverà.<br />
In una fase concitata dell’azione di gioco accade qualcosa che non comprendiamo vista la lontananza del nostro settore da dove si svolge il fatto. Vediamo solo un parapiglia tra i giocatori e la tribuna coperta di Noicattaro( una di quelle tribune solitamente occupate dai benpensanti incravattati) alzarsi in piedi ed intonare un Cosenza Cosenza vaffanculo. M a questo punto accade ciò che non ti aspetti. Gli Ultras Noiani (si chiamano così) anticipando qualsiasi nostra reazione verbale, zittiscono i loro concittadini con un sonoro “scemi scemi” che, siamo sinceri, coglie di sorpresa pure noi. Una gara tra tifoserie all’insegna del rispetto reciporoco stava per essere inficiata da 4 scemi di tribuna che oi vanno in tv ad invocare la tolleranza zero verso gli ultrà. Stavolta una curva ha dato loro una lezione. Di coerenza, di mentalità, di stile, chiamamola come vogliamo. Ci è sembrato giusto sottolinearlo anche dalle pagine del tam tam.<br />
<strong>Sergio</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?feed=rss2&amp;p=600</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Commento Ultras</title>
		<link>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=599</link>
		<comments>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=599#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sub_admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tam Tam n° 13 del 19 ottobre 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=599</guid>
		<description><![CDATA[<br/>
Non abbiamo risposte, ma una cosa è certa nella vita associata della città di Cosenza: o i fatti si alternano senza alcuna logica e siamo in mano a un ineffabile burattinaio oppure girano con una logica tanto ferrea da fare pensare che ci siano troppi burattinai che vogliono trattare gli altri da burattini. Non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><span id="more-599"></span></p>
<p>Non abbiamo risposte, ma una cosa è certa nella vita associata della città di Cosenza: o i fatti si alternano senza alcuna logica e siamo in mano a un ineffabile burattinaio oppure girano con una logica tanto ferrea da fare pensare che ci siano troppi burattinai che vogliono trattare gli altri da burattini. Non si è parlato di questo, alla conferenza stampa svoltasi il 13 ottobre nella sala consiliare della IV Circoscrizione, in pieno quartiere San Vito, croce e delizia di tutta Cosenza. Coi suoi problemi sempre più urlati e -per questo- sempre più dimenticati. Si è parlato, più modestamente o più seriamente (spetta al lettore dirlo), della denuncia pendente sulla gola della libertà d’espressione per un articolo del maggio 2008 pubblicato sulla rivista, periodica e registrata, TAM TAM &amp; SEGNALI DI FUMO, il giornale che lascia ad ultras e città la possibilità di farsi sentire nel modo che il resto della stampa -peraltro disattenta a questa iniziativa, tranne poche eccezioni- non consente o non permette o impone di non fare o semplicemente non ha voglia di fare. Ogni governo si presenta con nuove leggi speciali e gli ultras del Cosenza sono tra i primi a dire sempre: “oggi gli ultrà, domani la città”. Quando si persegue l’espressione di una città, prima o poi si perseguirà direttamente il modo di essere, comunicare e vivere di una città. L’articolo in questione riguarda un’altra vicenda che certo riverbera in vari modi e a vari livelli a Cosenza: la questione dell’Oasi Francescana, che è stata una significativa esperienza di condivisione, passione e impegno sociale. Non un impegno generico, fortuito, occasionale. Non un’asta di beneficenza organizzata dopo un aperitivo. Ma un’esperienza concreta, con tutti i suoi limiti e -ma lo dicono in pochi- anche con dei meriti veri e numerosi dalla propria parte. Che gli intervenenti si limitassero a parlare di un articolo di poche righe (a chi poteva non piacere? ma che cosa avrà detto di sconvolgente? dove c’è uno scollamento tra la parola scritta e il fatto reale? Le domande, legittime, che suscitano tutti gli articoli che vengono letti con un minimo di criticità) non passava per la testa a nessuno. Claudio Dionesalvi, direttore responsabile della rivista messa all’indice, Sergio Crocco, direttore editoriale della stessa testata, Padre Fedele, fondatore dello spazio sociale sulle cui vicende si sofferma l’articolo dibattuto, Michele D’Elia, consigliere della IV circoscrizione, hanno persino accantonato la attualità -se così si può definire- che riguardava la vicenda, per concentrarsi più dettagliatamente su quanto accade nella città. Una città dove è ancora presente lo sforzo degli umili e la miseria totale degli ultimi. Una città che scopre di processo in processo l’esistenza della delinquenza organizzata (dal clamore suscitato: non solo nelle proprie mura, ma finanche nel mondo intero), che non si interroga sulle vicende politiche ed economiche che la riguardano, ma riesce a sorbirsi pagine e pagine di inviti alla civiltà quando i suoi tifosi sono coinvolti in tafferugli. Ineffabile e unico, sommo, burattinaio o tanti burattini che vogliono passare dall’altra parte del guado? In ogni caso, spazio anche per quello che succede al di fuori. Perché la comunità brettia riesce a pensarsi solo così: non vassalli nel proprio feudo, ma teste pensanti, con limiti, “peccati”, difetti e problemi, e però soprattutto ultras nella vita di tutti i giorni e persone normali la domenica. E allora, davanti a questa falange che gira l’Europa con i tricolori in mano, ricuciti con l’aquila palestrata sulla striscia bianca della bandiera, meglio la furia e la civiltà che la accondiscendenza e la pretesa di legalità. Le pretese e le parvenze, questo ha detto il TAM TAM tutto, come voce a sé, come unica voce di tanti corpi, il pomeriggio del 13 ottobre e sempre, se le tenesse strette qualcun altro…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?feed=rss2&amp;p=599</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nessuna repressione fermerà la nostra fede</title>
		<link>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=598</link>
		<comments>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=598#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sub_admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tam Tam n° 13 del 19 ottobre 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=598</guid>
		<description><![CDATA[<br/>
Siamo un gruppo di amici compatti e coerenti presenti in Curva Sud.
Ci sentiamo dotati di una mentalità che vogliamo portare avanti, inerente al mondo ultrà, fatta di libertà di pensiero e spirito d’unione, libertà che ci appartiene e che si rispecchia in una facoltà di cui ognuno è dotato, secondo la quale ogni persona decide [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><span id="more-598"></span></p>
<p>Siamo un gruppo di amici compatti e coerenti presenti in Curva Sud.<br />
Ci sentiamo dotati di una mentalità che vogliamo portare avanti, inerente al mondo ultrà, fatta di libertà di pensiero e spirito d’unione, libertà che ci appartiene e che si rispecchia in una facoltà di cui ognuno è dotato, secondo la quale ogni persona decide delle proprie azioni senz limitazioni imposte: il libero arbitrio.<br />
Affianchiamo questo termine al contesto che ci riguarda, che ci colpisce, quel contesto che si serve di decreti aumentando sempre più l’accanimento verso gli amanti delle curve, quel contesto fatto di poltrone, di gente che non sa cosa vuol dire un simbolo, che non sa cosa vuol dire uno stendardo, un’identificazione, una mentalità ultrà, gente che vediamo protagonista in un contesto: il “calcio moderno”.<br />
Esso sta basando la repressione di innocui piaceri predicando al loro postoodio e intolleranza, sta negando il nostro libero arbitrio.<br />
Con innocui piaceri si possono intendere la libertà di poter assistere alle sorti della propria squadra, come la libertà di identificarsi con nomi e simboli liberamente senza limitazione alcuna, comwe la libertà di saper scegliere se è giusto o sbagliato reagire o arrivare a violenza.<br />
Crediamo che cedere sarebbe la loro vittoria, lottare e credere nel nostro libero arbitrio sarà la nostra risposta.<br />
La nostra libertà di fede non sarà mai doma, il nostro modo di fare, di esprimere e manifestare impegno nella curva e nel sociale non può essere condizionato in questo contesto che non ci appartiene.<br />
Sarà quel che sarà, ma sempre e comunque ultrà.<br />
Avanti cosenza&#8230;Un saluto ai diffidati.<br />
<strong>Libero Arbitrio Cosenza</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?feed=rss2&amp;p=598</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Alza in aria le mani o mani in alto</title>
		<link>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=597</link>
		<comments>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=597#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:06:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sub_admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tam Tam n° 13 del 19 ottobre 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=597</guid>
		<description><![CDATA[<br/>
Un abisso che divide un coro da un ordine: “alza in alto le mani e continua a cantare” oppure un ordine “ mani in alto” . lo stesso significato in contesti diversi, ma non troppo se pensiamo che oggila differenza tra tifoso e criminale è &#124;”inesistente”.
ultrà è mentalità, uno stile di vita ben diverso da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><span id="more-597"></span></p>
<p>Un abisso che divide un coro da un ordine: “alza in alto le mani e continua a cantare” oppure un ordine “ mani in alto” . lo stesso significato in contesti diversi, ma non troppo se pensiamo che oggila differenza tra tifoso e criminale è |”inesistente”.<br />
ultrà è mentalità, uno stile di vita ben diverso da ciò che oggi si confonde spesso con la parola “tifoso”nè tantomeno “trasgressore”. Uno stile di vita ultrà è una vita dedicata al calcio, alla propria squadra intendo..”macinare chilometri”, seguire la squadra senza limiti di festività e/o condizioni climatiche, seguire gli allenamenti e la squadra paripasso. un ultrà non è una persona che bada alla moda, ma una persona che ha solo una moda:la propria squadra.<br />
“no Cosenza no party”, un unico stile di vita che ha supportato e sopportato beghe calcistiche e classifiche altalenanti, ma al di sopra di tutto c’è sempre stata la continuità e la tenacia degli ultrà che sono sempre stati il dodicesimo uomo in campo,<br />
non siamo criminali,siamo incorruttibili fedeli fieri e anticonformisti. Preferiamo essere elementi di intralcio e non complici clandestini di un’autorità che vuole sopprimerci e piegarci.<br />
Stanno annientando ciò che resta del movimento ultrà, u movimento in via d’estinzione che nella nostra città non vive, ma sopravvive.<br />
Gli ultrà di un tempo sono stati sedati, repressi e allontanati dallo stadio.. sono pochissimi gli ultrà veri che ancora oggi seguono il cosenza pur essendo allontanati. onore e merito a S. I., detto “uccello” che è stato allontanato dallo stadio.<br />
Essere ultrà non significa sovvertire, ma le forze d’ordine negano e placano una forza, un movimento che non è assolutamente rivoluzionario, ma è un “credo”.<br />
leggi assurde e privazioni. dai tornelli alle perquisizioni ai biglietti nominali. presenze di forze d’ordine in numero eccessivo anche in partite ove le squadre avversarie non sono presenti e gli abusi di potere troppo frequenti: purtroppo la divisa da un potere non attribuito a molti&#8230;<br />
spesso si intonano cori come “lo sbirro è il mestiere più infame che c’è &#8230;” oppure “lo stato ha creato una legge, una legge che dice così, se incontri un ultrà strada arrestalo e portalo qui” sono cori di protesta cori che fanno emergere una realtà che molti ignorano ed un movimento che lotta per sopravvivere: il movimento ultrà .<br />
La trasposizione dei nostri colori delle nostre origini,la fierezza di poter dire “lupi si nasce non si diventa” in una famiglia che cresce sempre di più quale la curva Sud.<br />
Non permettiamo che il calcio moderno prenda il sopravvento: pay tv, trasferte negate e spesso sulla superficialità dei giovani.<br />
Una pecca fondamentale è quella di identificare chi sbaglia o chi commette reato come un ultrà e non come un tifoso. oggi non ci sono più i capi ultrà di una volta che riuscivano a mantenere salda l’idea della curva del tifo e mantenere ordine nelle trasferte. oggi siamo un po’ tutti cani sciolti o lupi allo sbaraglio!<br />
<strong>Anna Zupi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?feed=rss2&amp;p=597</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Allez le blues!</title>
		<link>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=596</link>
		<comments>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=596#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sub_admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tam Tam n° 13 del 19 ottobre 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=596</guid>
		<description><![CDATA[<br/>
“Allez le blues!”, non lo diremmo mai da tifosi italiani, eppure stando alle ultime notizie che ci parlano di un ambiente  di estrema destra serpeggiante tra alcuni arcinoti giocatori della nostra nazionale, e pensando invece alle prese di posizione in campo sociale di altri ben noti giocatori della nazionale transalpina, ci verrebbe proprio da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><span id="more-596"></span></p>
<p>“Allez le blues!”, non lo diremmo mai da tifosi italiani, eppure stando alle ultime notizie che ci parlano di un ambiente  di estrema destra serpeggiante tra alcuni arcinoti giocatori della nostra nazionale, e pensando invece alle prese di posizione in campo sociale di altri ben noti giocatori della nazionale transalpina, ci verrebbe proprio da inneggiare ai francesi. Partiamo dal portiere più forte del mondo, col numero uno, Gianluigi Buffon: durante un match giocato con il Parma da più giovane, mostra sotto la curva un maglietta con su scritto il motto fascista “boia chi molla”; nel 2006, durante le feste al Circo Massimo per la vittoria del mondiale, si schierò - mani larghe su una balaustra - davanti allo striscione “Fieri di essere italiani”, croce celtica in basso a destra, ed al coro “Camerata Buffon” lanciatogli un mese fa in un match di Champions giocato dalla Juve, dagli Arditi della Juventus, il giocatore risponde con un naturale saluto. In difesa il nostro capitano pallone d’oro Cannavaro che spazza ogni palla col petto bene in vista e che aveva accennato una per niente velata defensio nei confronti di Moggi subito dopo lo scoppio di calciopoli (“Moggi?Facevano tutti così”), vince qualche anno fa la Liga in Spagna, e come festeggia? Facendosi un bel giro di campo con un tricolore italiano ed il fascio littorio in mezzo ben visibile; non solo, nel 1997, pubblicizzò in radio le prime colonie estive Evita Peron, campi per adolescenti gestiti dalla destra radicale. A centrocampo ecco il bravo Daniele De Rossi, simpatizzante dichiarato di Forza Nuova. E l’altro centrocampista romanista da nazionale, Alberto Aquilani, colleziona busti del duce che gli regala lo zio, mostrando opinioni chiare sugli immigrati in Italia: “Sono solo un problema”. Su questa ultima affermazione avrebbero di certo da ridire alcuni noti calciatori, alcuni “ex” da non molto tempo, della nazionale francese. Nel 2002 Jean Marie Le Pen, leader del Fronte Nazionale di estrema destra arrivò al ballottaggio per le elezioni presidenziali francesi contro Chirac. Le Pen aveva definito la nazionale francese una squadra artificiale i cui giocatori non conoscevano neanche la Marsigliese, uno dei suoi attacchi utili a far presa su una società francese il cui dato multietnico è oggi ritenuto assodato per il passato coloniale della Francia, in cui il razzismo è un problema quotidiano. Quale bersaglio migliore allora se non una nazionale piena zeppa di stelle originarie dei più disparati angoli del pianeta? Fu così che il campione numero dieci della nazionale di origini algerine Zinedine Zidane invitò apertamente a boicottare il candidato che «non rappresenta per niente i valori del paese». Il collega Robert Pires, numero sette ispano-portoghese ( il quale disse che il doping era destinato a diventare una norma ineluttabile in un calcio scandito da tre match a settimana) annunciò che buona parte della nazionale transalpina avrebbe disertato gli imminenti mondiali nippo-coreani se Le Pen avesse vinto le elezioni. Lilian Thuram, Patrick Vieira e Thierry Henry hanno denunciato gli insulti razzisti di tifosi e avversari e si sono spesi in prima persona con mille iniziative per combattere il problema. I giocatori hanno detto la loro sulla rivolta delle banlieues che ha messo sottosopra la Francia nel 2005 mettendo sotto accusa il governo sulla disoccupazione ed esprimendo solidarietà ai rivoltosi delle periferie; hanno ricordato che molti di loro, in quelle periferie, ci sono cresciuti e sopravvissuti. Thuram, figlio della Guadalupa trapiantato giovanissimo nel sobborgo di Avon (vicino Parigi) dove tirò i primi calci coi Portugais di Fontainbleu, ha parlato per primo senza girarci intorno più di tanto. «Ho vissuto in periferia e mi sento molto vicino a quei ragazzi stanno tutti a parlare di insicurezza giovanile ma nessuno si preoccupa del vero problema: la mancanza di lavoro». Thuram ha criticato duramente la svolta repressiva del primo ministro Dominique de Villepin. «Le elezioni si avvicinano e il governo ha trovato un capro espiatorio per nascondere le proprie colpe sul tema della disoccupazione - ha spiegato - vogliono convincere la gente che si tratta solo di violenti e tutto questo mi fa schifo». Ecco, Cannavaro avrebbe davvero molto da imparare dall’ex difensore francese e fortissimo capitano dei “bleus” ritiratosi dopo l’Europeo del 2008. Lilian Thuram è sempre stato una voce critica e mai superficiale sul problema del razzismo e dell’integrazione sociale in Francia;il 6 settembre 2006, suscitò molte polemiche quando invitò 80 persone, espulse dal allora Ministro degli Interni francese Nicolas Sarkozy da un appartamento in cui hanno vissuto illegalmente, per la partita di calcio tra Francia e Italia. Egli è inoltre impegnato in campagne in favore della lingua catalana, ed a favore dell’indipendenza di Rossiglione dalla Francia. Nel maggio 2007 Lilian Thuram ed il rapper francese Seyfu diedero insieme vita ad un video per dare voce alle banlieu parigine contro razzismo e discriminazione. Seyfu è un rapper  venticinquenne parigino, con alle spalle una promettente carriera calcistica (fu ingaggiato dall’ Arsenal) interrottasi per problemi fisici. Nei video e nei concerti Seyfu non mostra mai il volto, semicoperto da un cappello, in segno di rispetto, come lui afferma, per i tanti migranti invisibili ed emarginati delle periferie metropolitane.<br />
<strong>Mattia</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?feed=rss2&amp;p=596</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Fasci raus!!!</title>
		<link>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=595</link>
		<comments>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=595#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sub_admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tam Tam n° 13 del 19 ottobre 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=595</guid>
		<description><![CDATA[<br/>
Gli ultras Italia li conosciamo bene tutti. E già da un po’. Sono almeno una decina di anni che questa banda di fascisti (non di ultras, di fascisti) ha dato vita al gruppo trasversale che segue la nazionale in giro per l’Europa, spesso e volentieri viaggiando a bordo degli aerei della Figc. Anche in ambienti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><span id="more-595"></span></p>
<p>Gli ultras Italia li conosciamo bene tutti. E già da un po’. Sono almeno una decina di anni che questa banda di fascisti (non di ultras, di fascisti) ha dato vita al gruppo trasversale che segue la nazionale in giro per l’Europa, spesso e volentieri viaggiando a bordo degli aerei della Figc. Anche in ambienti federali era ben noto l’orientamento politico di chi ad ogni inno di Mameli nazionale tendeva il braccio destro per salutare romanamente vestendo bomber neri e con le teste rasate, le croci celtiche, l’aquila nazista. Le ss runiche erano già a apparse a Stoccarda e Varsavia, nonché durante gli europei i Portogallo, ma sui giornali non avevano ancora guadagnato la prima pagina. E quando ci sono i titoloni di mezzo, a Cosenza ne sappiamo qualcosa, sono tutti pronti a puntare il dito contro. Il progetto ultras Italia nasce ufficialmente intorno al 1998, sotto la sigla di Viking Italia. Aderirono alla neonata creatura molti gruppi destroidi dall’omonimo nome. A causa di beghe interne, si scelse una via che desse maggiore risalto alle singole comitive che poco dopo iniziarono a tappezzare gli stadi con pezze tricolori recanti il nome della propria città. Una volta apparve perfino una bandiera con su scritto Cosenza durante un match (Italia-Danimarca 2-3) disputato a Napoli l’8 ottobre del 1999. Per ovvi motivi non ci fu mai una seconda volta. A tenere ben salde le redini dell’organizzazione sono i fasci del nord-est con a capo i veronesi, veri ideatori, assieme ai loro amici laziali, dell’intero apparato. Tutti fanno riferimento a Forza Nuova o merde simili che in molte curve, a causa di un ricambio generazionale non adeguato o di un abbassamento della guardia, hanno fiancheggiato ribaltoni ideologici che hanno avuto del clamoroso. Tante anche le figuracce come la sera del 16 agosto del 2006, giorno di Italia-Croazia. La Figc scelse Livorno come luogo dell’incontro, non venendo incontro alla richiesta da parte degli ultras Italia di spostare l’ubicazione. Indomitamente solo un manipolo di perugini arrivò nel capoluogo toscano, ma lasciò in dono lo stendardo ai labronici che qualche settimana più tardi lo esibirono proprio in un’amichevole contro il Perugia al ritmo dell’allora già celebre popopopopò. Veronesi, laziali, angresi ecc… pensarono bene di  prolungare le loro vacanze e di non rendere onore ai freschi campioni del mondo. Tornando ai famigerati patriottici da stadio, c’è da sottolineare come siano tutti noti alle forze dell’ordine non per episodi di violenza legati al calcio, ma per la loro appartenenza ad organizzazioni di stampo neo-fascista che monopolizzano il tifo, come detto, in molte curve dello stivale. Ma il fatto grave è considerare “bravate” certi comportamenti, esattamente come ha fatto Domenico Mazzilli, neo capo dell’Osservatorio, che ha dichiarato pieno di sé:  «Urlare “Duce-Duce” a Sofia non è reato». Il suddetto è appena stato promosso di grado, ha lasciato la direzione della questura di Trieste….<br />
<strong>Raul Castro</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?feed=rss2&amp;p=595</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Ultras news</title>
		<link>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=594</link>
		<comments>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=594#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sub_admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tam Tam n° 13 del 19 ottobre 2008]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?p=594</guid>
		<description><![CDATA[<br/>
Un centinaio di italiani agitano il pre-Bulgaria-Italia: risse in un bar e allo stadio “Siamo fascisti” e intonano cori del ventennio. Interviene la polizia Federcalcio: sono stati venduti 144 biglietti in quel settore. Il ministero degli Interni aveva i nomi e ha dato il nulla osta
Tre tifosi dell’Ancona sono stati arrestati in seguito ad alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<br/><p><span id="more-594"></span></p>
<p>Un centinaio di italiani agitano il pre-Bulgaria-Italia: risse in un bar e allo stadio “Siamo fascisti” e intonano cori del ventennio. Interviene la polizia Federcalcio: sono stati venduti 144 biglietti in quel settore. Il ministero degli Interni aveva i nomi e ha dato il nulla osta</p>
<p>Tre tifosi dell’Ancona sono stati arrestati in seguito ad alcuni disordini avvenuti a Vicenza prima della partita con i padroni di casa. Due di loro sono finiti in manette per resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti ad offendere (bastoni e manganelli) in manifestazioni sportive, il terzo solo per quest’ultimo reato. La posizione dei tre arrestati e’ al vaglio del pubblico ministero per la convalida dell’arresto.</p>
<p>Momenti di schermaglia politica allo stadio Picchi di Livorno, quando durante la ripresa i tifosi ospiti hanno fatto il saluto romano.Gli ultrà ospiti hanno accennato una sorta di passo di marcia con il braccio teso nel settore a loro riservato e i tifosi amaranto hanno risposto intonando “Bandiera rossa”. Gli slogan contrapposti sono proseguiti per alcuni minuti prendendo il sopravvento sul normale tifo calcistico, prima che le sorti del match tornassero a essere protagonisti</p>
<p>I Rude Boys 1987 Sampdoria come ogni anno hanno organizzato il tradizionale torneo antirazzista, che si è svolto al campo di Villa Gavotti di Genova-Multedo.<br />
Con questo torneo si è aperto l’Action Week della Fare, ovvero la Rete Football Against Racism in Europe. Vi hanno partecipato diverse formazoioni come Magreb Sampdoria, Ultrà Sankt Pauli, la squadra dei mondiali AntiRazzisti, Ultras Marseille, Working Class Savona, Ultrà Sankt Pauli, Latin King’s, Gli Amici di Matteo Bagnaresi, i Gate 22 VeneziaMestre.<br />
Grande successo dell’iniziativa che si è conclusa con la festa al Centro sociale Zapata di Genova.</p>
<p>La polizia ha arrestato un quarto ultras del Siracusa, AI 21 anni, accusato di avere partecipato all’aggressione del diciottenne IB picchiato il 17 settembre scorso a Modica dopo l’ incontro di calcio Modica-Siracusa valido per il campionato di serie D. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, AI, già colpito da Daspo, sarebbe uscito da una seconda autovettura che seguiva quella a bordo della quale c’erano i tre aggressori arrestati subito dopo e avrebbe colpito con pugni, calci un bastone e una cintura metallica IB, che passava per caso e che non aveva nemmeno assistito alla partita<br />
(fonte Ansa)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.tamtamesegnalidifumo.org/?feed=rss2&amp;p=594</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
